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In questo numero: Storia di venti anni/2 - Numero del 2013-01-21

>>> SIAMO TORNATI Stefano Carluccio
I PENNIVENDOLI Ugo Intini
MANI PULITE E LA CRISI ECONOMICA Mauro Mellini - Direttore di "Giustizia Giusta"
MISTERI E SEGRETI Edmond Dantes


1994 - Numero 1
SIAMO TORNATI
Stefano Carluccio

                                         

Con questo numero estremamente ridotto nella foliazione si avvia la ripresa delle pubblicazioni della Critica sociale dopo un lungo periodo di interruzione. La periodicità passerà da mensile a settimanale, ma la regolarità delle uscite sarà garantita solo dal prossimo mese: in questo periodo infatti la cooperativa di ex giornalisti dell’Avanti! che ha assunto l’impegno di diventare editore della testata riformista, si farà carico di promuovere una capillare sottoscrizione di adesioni per realizzare una proprietà diffusa della rivista. Con la chiusura dell’Avanti!, di Mondoperaio e per lungo tempo della stessa Critica Sociale, i socialisti si sono trovati nel pieno della propria disfatta, privi di ogni strumento di comunicazione e di ogni riferimento di riunificazione. Saranno questi i due obiettivi prioritari che ci impegniamo a conseguire, oltre alla ripresa di una battaglia socialista di opposizione al regime illiberale e antipopolare che si profila imminente.

Sono ormai più di cento anni che è stata fondata la Critica Sociale, il suo primo numero infatti risale al lontano 1891, e la sua lunga vita ha subito tutti i travagli, le difficoltà e i problemi di una rivista sempre fortemente impegnata nello scontro sociale e politico di questo nostro Paese. Le vicissitudini di questi anni, la crisi profonda, sia politica che organizzativa delle forze socialiste, in Italia e nel mondo, la stessa vetustà della testata potrebbero far ritenere inutile la sua presenza, la sua stessa esistenza. Molti potrebbero pensare che oggi i mezzi di comunicazione veloce rendano la Critica Sociale uno strumento obsoleto e irrilevante nel panorama politico nazionale.

Eppure non sfugge a nessuno che il cosiddetto “nuovo” in questi mesi sta dimostrando fortissimamente tutti i suoi limiti, ed è sempre più diffusa la consapevolezza che la guida del Paese, il suo governo, il suo futuro, non possono essere affrontati con la demagogia e il pressapochismo, né con gli attacchi forsennati e demonizzanti da parte di chi ha spesso dimenticato il senso della misura e della responsabilità nazionale.

Ed allora si pone con urgenza il problema di riaprire una discussione seria e profonda affinché si possano ridefinire la strategia e i contenuti ideali di una sinistra che possa credibilmente concorrere alla direzione del Paese. Fin dalle sue più lontane origini la Critica Sociale ha voluto combattere poiché si affermasse una concezione riformista nella sinistra, contro le tentazioni e le velleità di coloro che si erano imbevuti di un’idea semplicistica e autoritaria dello scontro politico. Ancora oggi, seppure con le doverose differenze, questa questione è di grande attualità. Ed inoltre oggi più di ieri è necessario rimettere in discussione pregiudizi e concezioni largamente diffuse fra coloro che si ritengono portatori del grande patrimonio della sinistra italiana e del movimento operaio. La ridefinizione dei contorni ideali e culturali della sinistra del nostro Pese è una condizione necessaria per riannodare quel filo che si è spezzato e che ha condotto le forze della destra a rappresentare l’unica proposta credibile di governo. Ed allora la nostra battaglia, la nostra presenza nel dibattito assume un senso e un’importanza particolare.

E’ per queste ragioni che vogliamo offrire il nostro contributo, per modesto che sia, alla realizzazione di una vera sinistra liberale, solidale e riformista, con la consapevolezza della profonda attualità di questo impegno e, insieme, del legame con una tradizione storica ricca e importante. In tempi di disgregazione organizzativa delle forze socialiste, di grave difficoltà di comunicare fra di esse, di elaborare strategie e programmi comuni, in mancanza di opportunità per una riflessione unitaria, la ripresa della Critica Sociale vuole proporsi come una possibile sede di confronto fra tutti coloro che, a prescindere dalle differenti opzioni, abbiano a cuore l’idea di un futuro per la cultura socialista e riformista.

Tutto questo ci impone di sollecitare un impegno da parte di quella miriade di compagni, circoli, cooperative, leghe e amici affinché si possa contare sul supporto e sulla collaborazione di una grande rete di sostegno e diffusione, capace di moltiplicare e di rendere più efficace il nostro messaggio. La forma più concreta di questo impegno non può che essere l’abbonamento alla Critica Sociale, che vi chiediamo non solo di sottoscrivere, ma anche, e soprattutto, di fare sottoscrivere a tutti coloro che possano essere vicini o interessati alle battaglie per la difesa della democrazia, del diritto, della giustizia sociale che noi ci impegniamo a promuovere.