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In questo numero: Storia di venti anni/5 - Numero del 2013-02-11



2000 - Numero 1
UN'INGIUSTIZIA A CUI RIPARARE
Mario Soares

Caro Presidente e Amico, purtroppo, come ho avuto modo di dirLe al telefono, non potrò essere vicino a Lei a Roma per ricordare Bettino Craxi. I miei impegni di viaggio, sia come membro del Parlamento Europeo e come Presidente della Commissione d’onore incaricata di organizzare le celebrazioni dell’anniversario dei 500 anni dalla scoperta del Brasile, sono così numerosi che non mi permettono di venire a Roma come era mio desiderio.

Spero di potermi organizzare per essere a Milano il prossimo febbraio.

Conobbi Bettino Craxi per la prima volta quando era il leader del Partito Socialista Italiano, in una posizione di solidarietà con il Partito Socialista Portoghese, che ancora era clandestino e impegnato in una lotta impari contro la dittatura.

Dopo la Rivoluzione dei Garofani (Rivoluzione d’Aprile) potemmo restare in stretto contatto, essendo entrambi Vice Presidenti dell’Internazionale Socialista e ci incontrammo spesso nel corso di incontri internazionali in varie parti del mondo. Le nostre opinioni riguardanti il piano geostrategico dell’Internazionale Socialista e i problemi delle relazioni internazionali dei nostri due partiti e Paesi furono quasi sempre convergenti.

Quando era Primo Ministro, uno dei migliori dell’Italia del dopoguerra e da tutti riconosciuto come tale, aiutò enormemente il Portogallo durante i lunghi negoziati che portò avanti fino alla nostra ammissione come membri a pieno titolo della Comunità Economica Europea. Questo è un debito di gratitudine che il Portogallo ha nei suoi confronti e qualcosa che io, personalmente, non dimenticherò mai.

Non ho molta familiarità con la politica interna italiana, perciò, non mi sento in grado di fare commenti sulle accuse mossegli, così dolorose per lui e per la sua famiglia. Comunque le manifestazioni di dolore e il tributo a lui pagato, alla sua morte, dalle autorità politiche, sia italiane che europee e da diverse parti politiche, inclusa Sua Santità il Papa, come anche l’inaspettata offerta del Capo del Governo italiano di tributargli i funerali di Stato, sembrano indicare la convinzione che Craxi sia stato oggetto di una grave ingiustizia a cui si deve riparare.

È triste, comunque, che questa giustizia sia fatta solo dopo la sua morte, riconoscendolo come grande patriota, politico lungimirante ed eccezionale Primo Ministro.

Ebbi l’onore di riceverlo presso l’Ambasciata portoghese di Tunisi, dove era in esilio. Fu un semplice modo di dimostrare la mia solidarietà ad un amico in difficoltà. Allora fui criticato per quel gesto, che venne usato in modo opportunistico dall’opposizione portoghese, come spesso succede in una democrazia. È importante qui ricordare il coraggioso atteggiamento del Presidente della Tunisia, che mostrò sempre la sua solidarietà a Bettino Craxi, per quanto fossero grandi le pressioni perché cambiasse atteggiamento.

Ecco, mio caro Presidente Francesco Cossiga alcune delle cose che avrei detto se avessi potuto essere presente insieme a Lei all’opportuno tributo dovuto a Bettino Craxi. Come rispettato politico e riferimento morale per l’Italia e l’Europa, caro Presidente la sua presenza è di grande significato, un significato che io condivido e che applaudo.

Con i miei più vivi saluti.

Il suo amico Mario Soares