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SELEZIONE DELLA STAMPA ESTERA-30 aprile

di Critica Sociale



(pagina 2)

...

La vittoria di Mr Alemanno è motivo di preoccupazione per alcuni osservatori internazionali. An è un partito moderno che discende tuttavia dal fascismo di Mussolini. Tuttavia, il leader Gianfranco Fini ha chiaramente ripudiato il fascismo e l'anti-semitismo e, da Ministro degli Esteri, ha saputo crearsi un profilo autorevole e rispettato. Se Alemanno vuol guadagnare quel medesimo rispetto, allora dovrà impegnarsi seriamente per rilanciare una città che ha perduto prestigio, nell'ultimo decennio, rispetto alle altri capitali europee. È necessario rilanciare le infrastrutture locali ed affrontare il problema della micro-criminalità, diffusa nella Capitale ad un livello intollerabile. Ciò significa abbandonare le provocazioni, come l'irrealistica proposta di espellere gli zingari.

LE MONDE
Mauvaise manière

In visita ufficiale in Tunisia,
Nicolas Sarkozy si è felicitato per i progressi economici e sociali raggiunti in questo Paese. Ed a ragione. Il capo dello Stato intende anzi rafforzare le relazioni con la Tunisia. Per Sarkozy, inoltre, lo “spazio delle libertà” in Tunisia è in costante espansione. Sarà. Ma tra le organizzazioni che si battono per la difesa dei diritti umani questo giudizio ottimista è poco fondato.   Il capo dello Stato avrebbe potuto scegliere il silenzio. Nessuno gli chiedeva di andare lì e “dare lezioni a nessuno”, ma mantenere una certa decenza sì. Quanto meno in rispetto a quei tunisini coraggiosi che si battono per la democrazia. Probabilmente, il ragionamento di Sarkozy è il seguente: meglio Ben Ali o gli islamisti? Ma non è forse la privazione della libertà la prima arma delle autocrazie?

LE JOURNAL DU DIMANCHE
Irlande: Un référendum qui fait douter

La Francia ha di che inquietarsi. Mentre si prepara attivamente alla presidenza del Consiglio europeo, che inaugura il prossimo primo luglio, l'Irlanda minaccia di bocciare il nuovo trattato costituzionale firmato in dicembre. E, d'un colpo, di bloccare tutto. Le cause sono note: dopo il miracolo economico ininterrotto dello scorso decennio, l'Irlanda affronta una fase di assestamento che ha nutrito le preoccupazioni dei cittadini rispetto all'Europa.

THE NEW YORK TIMES
Obama Says He's Outraged by Ex-Pastor's Comments
Jeff Zelezny

A livello spirituale e umano, Barack Obama deve molto al suo pastore, Jeremiah Wright, ma le ultime uscite della ex guida spirituale del candidato alla nomination Democratica rischiano di danneggiare le sue prospettive di nomination. Dopo aver preso fermamente, ma dolcemente, le distanze da Wright un mese fa con il discorso “For a More Perfect Union” di Filadelfia, questa volta Obama ha denunciato senza remore i pensieri ed i toni utilizzati da Wright. E' più che evidente l'incompatibilità tra il tentativo di unificare il Paese che emerge dalla retorica di Obama e gli strali contro l'America razzista scagliati dal reverendo. In una conferenza stampa convocata ad hoc, il senatore dell'Illinois ha dichiarato: “Simili commenti (di Wright) offendono me e offendono tutti gli americani ed io sono qui stasera per denunciarli e dichiarare la mia disapprovazione.”

THE WEEKLY STANDARD
How We'll Know When We've Won
Frederick W. Kagan

Il comandante delle forze americane in Iraq, David Petraeus, ha fatto un ottimo lavoro, ma deve fronteggiare le critiche di coloro (i Democratici) che ritengono che la guerra sia un fallimento totale e che i progressi compiuti negli ultimi mesi non possano in alcun modo modificare la valutazione negativa delle operazioni militari in Iraq. Una delle accuse rivolte all'amministrazione Bush è stata quella di non aver fornito una chiara definizione di cosa essa intenda quando asserisce di aver conseguito dei successi in Iraq. Peraltro, se per successo si intende la trasformazione dell'Iraq in un Paese stabile, filo-occidentale, in grado di controllare il proprio territorio ed impegnato a combattere l'estr...



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