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BERLINO, LA DEMOCRAZIA VENT'ANNI DOPO
foto Le celebrazioni non nascondono le questioni ancora aperte
L'AUTORITARISMO MINACCIA LE CONQUISTE DELL'89'

Le rivoluzioni "facili" dell'89
Edward Luttwak: vent'anni fa la democrazia è arrivata dall'alto, con Gorbaciov. L'Occidente lascia impuniti i dittatori di allora e quelli di oggi. Anche la stampa tace

Stati Uniti e Russia dopo la Guerra Fredda
Vittorio Emanuele Parsi: gli sviluppi geopolitici seguiti al crollo del Muro di Berlino; l''Unione europea come garanzia di democrazia e l'evoluzione del comunismo cinese. Ma oggi il confronto non è solo tra ideologie: Cristianesimo e Islam contribuiscono a muovere le dinamiche della Storia

Autoritarismo vs Democrazia
Freedom House: la minaccia che il dispotismo contemporaneo rappresenta per la democrazia non è ancora stata compresa a fondo in Occidente
 



"La democrazia è stata calata dall'alto, da Mikhail Gorbaciov". Le difficoltà della rivolta agli ayatollah
EDWARD LUTTWAK, LE RIVOLUZIONI "FACILI" DELL'89 E IL NUOVO DISSENSO IN IRAN

«Le rivoluzioni del 1989 nell'Est europeo furono “rivoluzioni facili” perché le folle scese in piazza sapevano che le autorità governative non avrebbero sparato. Questo non è accaduto in Iran dove l'uso della forza da parte del regime di Ahmadinejad è stato brutale». L'analisi di Edward Luttwak, economista e saggista americano, sulle sommosse popolari che nel 1989 rovesciarono i regimi comunisti in Polonia, Ungheria, Cecoslovacchia, Bulgaria e Germania orientale, corre sul filo di paralleli tra la situazione internazionale di vent'anni fa e il panorama odierno, dove, secondo Luttwak, spicca «un atteggiamento di impunità da parte dell'Occidente verso l'Iran e Hamas, che è del tutto simile a quello riservato in passato alla Repubblica democratica tedesca».
«Se le decisioni sulle sorti dell'Europa orientale fossero rimaste nelle mani della Germania occidentale, dell'Italia e persino degli Stati Uniti, i regimi comunisti dell'Est europeo sarebbero rimasti al potere per mille anni. La democrazia in questi Stati è stata calata dall'alto, da Mikhail Gorbaciov».

Gli sviluppi geopolitici vent'anni dopo il crollo del Muro di Berlino
VITTORIO E. PARSI, USA-RUSSIA E LE NUOVE ARMI DEL FUTURO

«Stati Uniti e Russia non hanno mai smesso di studiare “la bomba del futuro”, un'arma ad alto potenziale distruttivo, pari a quello delle testate nucleari, ma con la capacità di non rilasciare radiazioni». A vent'anni dalla fine della Guerra Fredda, che per decenni ha pesato sul mondo con la minaccia di un'apocalisse atomica, Vittorio Emanuele Parsi, professore di Relazioni Internazionali presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, afferma: «Oggi pensare a un mondo senza armi nucleari è possibile, pensare a un mondo senza armi e senza guerre è fantapolitica». «Se Obama e Medvedev hanno deciso di firmare la risoluzione Onu sull'eliminazione degli arsenali nucleari del pianeta, lo hanno fatto anche perché i loro Paesi hanno la capacità, o perlomeno la prospettiva concreta, di poter mantenere una superiorità militare basata su tecnologie alternative all'atomo. Se non fosse così americani, russi e i loro alleati si troverebbero alla mercé di iraniani, pakistani, nordcoreani, afghani, … E non credo che Washington e Mosca intendano permetterlo. Tra un paio di decenni la bomba nucleare sarà la bomba dei (relativamente) poveri, come già accade oggi con i gas».

I sottili e subdoli metodi di controllo e repressione che rafforzano i regimi illiberali del ventunesimo secolo
FREEDOM HOUSE, LA SFIDA GLOBALE DELL'AUTORITARISMO



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CRITICA SOCIALE
Rivista fondata nel 1891 da Filippo Turati
Alto Patronato della Presidenza della Repubblica

Direttore responsabile: Stefano Carluccio

Reg. Tribunale di Milano n. 646 del 8 ottobre 1948
edizione online al n. 537 del 15 ottobre 1994

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