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IRAN. LA RIVOLUZIONE LIBERALE, L'ODIO DEL REGIME
foto Le parole di Khamenei su Israele e la lotta ai vertici del regime
IL FASCISMO ISLAMICO REGNA A TEHERAN.
L'ONDA CERCA UN NUOVA IDENTITA'


Mentre il mondo ricorda l'orrore della Shoah, l'Iran torna ad auspicare la scomparsa di Israele. La guida suprema del paese, l'ayatollah Ali Khamenei, ha pronunciato parole inquietanti sul futuro dello stato ebraico. "Sicuramente un giorno verrà in cui le nazioni della regione assisteranno alla distruzione del regime sionista". La risposta è venuta dal premio Nobel per la Pace, Elie Wiesel, che intervenendo nell'aula di Montecitorio in occasione del Giorno della Memoria ha ribadito come sia impossibile trattare con un governo che non riconosce la Shoah né il diritto di Israele ad esistere. Secondo lo scrittore, sopravvissuto all'Olocausto, il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad, dovrebbe essere arrestato e giudicato dalla Corte penale internazionale dell'Aja per incitazione a crimini contro l'umanità.
Nonostante i giovani manifestanti dell'Onda Verde si battano genuinamente per il cambiamento, essi corrono il rischio di venire strumentalizzati nella lotta tra le diverse fazioni del regime che si contendono il potere a Teheran. I cosiddetti leader riformisti (Mousavi, Karroubi e Khatami) vengono considerati punti di riferimento dall'Onda, ma non ne condividono affatto gli obiettivi libertari. Costoro auspicano invece un ritorno ai principi originali della Repubblica islamica, di cui non concepiscono un ribaltamento ma una "purificazione".
In queste condizioni, ogni prospettiva di rinnovamento democratico dell'Iran risulta priva di realismo, così come ogni ipotesi di negoziato con un regime liberticida e fondamentalista, che sulla scena internazionale adotta un stile minaccioso e intransigente.


RASSEGNA DEI THINK TANK INTERNAZIONALI

TERRORISMO - Il bando di un'organizzazione islamista in Gran Bretagna
FONDAMENTALISMO E LIBERTA' D'ESPRESSIONE

Global Terrorism Analysis, 21 gennaio 2010,

Dopo un lungo travaglio decisionale, il British Home Office ha messo fuori legge l'organizzazione islamista al-Muhajiroun (gli Emigranti) e alcuni gruppi ad essa collegati. Il provvedimento (che risale al 14 gennaio) completa l'opera iniziata nel luglio 2006 con la proscrizione di altre due sigle legate agli Emigranti, al-Ghurabaa (Gli Stranieri) e Saved Sect. Puntualmente, si è scatenato un florilegio di interpretazioni e dibattiti tra coloro che sostengono che il governo di Sua Maestà abbia preso una saggia e responsabile misura volta a garantire la sicurezza e chi ritiene la scelta lesiva del diritto d'espressione e persecutoria nei confronti dell'intera comunità islamica del Regno Unito. Del resto, l'episodio, ripreso e analizzato da Raffaello Pantucci per il Global Terrorism Analysis, offre spunti di riflessione sull'irrisolto dilemma tra sicurezza e tutela del diritto di espressione che impegna da anni il mondo occidentale.

ECONOMIA - Luci e qualche ombra sul primo anno di mandato
L'AZIONE DI OBAMA PER LA STABILITA' FINANZIARIA

Brookings Institution, 14 gennaio 2010,

Nel suo primo anno di mandato presidenziale Barack Obama ha intrapreso importanti azioni per allontanare gli Stati Uniti e l'economia mondiale dall'abisso della Depressione. Una forte dimostrazione di leadership, che dovrà essere comunque confermata nei prossimi mesi per garantire una definitiva uscita dalla crisi globale. Un giudizio positivo quello che Kemal Derviş e Eswar Prasad, della Brookings Institution, riservano alla gestione dell'emergenza finanziaria del neo-presidente, pur con qualche riserva.



POLITICHE SOCIALI - E' tempo di redistribuire la ricchezza
ALLA CINA SERVE UNA NUOVA RIVOLUZIONE

China Daily, 21 gennaio 2010,

La crisi economica globale ha costretto la Cina ad aggiustare la propria struttura industriale e ad accelerare il ritmo delle riforme nel corso del 2009. In particolare, il presidente Hu Jintao ha suggerito la necessità di intervenire sulla distribuzione del reddito nazionale e in effetti il senso del processo di riforma intrapreso si sta focalizzando sul riequilibrio della ricchezza tra i vari strati della popolazione. Lo sostiene Zhang Monan, ricercatrice economica e collaboratrice del quotidiano cinese in lingua inglese, China Daily.

DIRITTI UMANI – Il paese caraibico rimarrà prigioniero della sua Storia
HAITI TRA DIO E GLI UOMINI. COLPE E ASSENZE

New Republic, 23 gennaio 2010,

Tutte le parole spendibili per descrivere la tragedia haitiana sono state utilizzate. Dalla cronaca si è passati all'analisi storico-sociologica, per poi tornare all'attualità per criticare l'inefficienza dei soccorsi, nonostante la generosa mobilitazione della comunità internazionale. Molti hanno ricordato la lunga serie di disgrazie che si è abbattuta sul piccolo paese caraibico, a partire dal colonialismo, passando per le sanguinose dittature dei Duvalier, per arrivare appunto al disastroso terremoto del gennaio 2010. Il colpo di grazia per "gli ultimi dell'Occidente". La tentazione della retorica e della polemica è forte quando un ci si trova a dover commentare un'apocalisse del genere. Leon Wieseltier, literary editor della rivista americana New Republic cerca di sottrarsi a questa impostazione e sceglie un piano d'analisi originale per raccontare ai suoi lettori la tragedia haitiana.

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CRITICA SOCIALE
Rivista fondata nel 1891 da Filippo Turati
Alto Patronato della Presidenza della Repubblica

Direttore responsabile: Stefano Carluccio

Reg. Tribunale di Milano n. 646 del 8 ottobre 1948
edizione online al n. 537 del 15 ottobre 1994

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via Marco Formentini 20121 - Milano