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GINEVRA CAPITALE DEL NUOVO DISSENSO
foto Walesa e Havel riuniscono dissidenti da tutto il mondo
GENEVA SUMMIT FOR HUMAN RIGHTS, TOLERANCE AND DEMOCRACY

In coincidenza con la sessione annuale del contestato Consiglio Onu per i Diritti Umani, l'8 e il 9 marzo prossimi si terrà all' International Conference Center di Ginevra la seconda edizione del Geneva Summit for Human Rights, Tolerance and Democracy. Lech Walesa, Premio Nobel per la Pace, e lo scrittore Vaclav Havel, già presidenti rispettivamente di Polonia e Repubblica Ceca, patrocineranno l'evento, a cui parteciperanno esponenti del nuovo dissenso, attivisti per i diritti umani e prestigiosi osservatori internazionali. In un momento di grave involuzione per la tutela delle libertà fondamentali nel mondo, la vetrina internazionale offerta dal vertice intende mettere in luce le più eclatanti situazioni di abuso, consentendo agli attivisti e ai perseguitati di raccontare le proprie vicende personali e collettive e di prefigurare opportunità di cambiamento per i popoli ancora soggetti all'oppressione. Dalle storie di successo di coloro che sono riusciti a liberarsi dalla cappa autoritaria possono nascere suggestioni utili per chi è ancora in lotta e intravede come prospettive lontane il pluralismo, la giustizia e le libertà civili


RASSEGNA DEI THINK TANK INTERNAZIONALI

ECONOMIA - Gli errori del passato e i rischi per il nostro futuro
THE AMERICAN WAY

Policy Network, 17 febbraio 2010,

Il ruolo del governo è centrale non solo per favorire la ripresa e l'espansione economica, ma anche per porre le basi per una futura e duratura crescita. In questo senso, uno Stato che voglia far sentire il proprio peso negli affari economici non dovrebbe temere il cambiamento, adoperandosi piuttosto per favorirlo. La crisi globale e gli interventi pubblici nell'economia da essa sollecitati l'hanno recentemente ricordato ai più distratti. Al riguardo, le vicissitudini che hanno contraddistinto ciclicamente la storia economica degli Stati Uniti si rivelano un prezioso caso di scuola per gli economisti, keynesiani e non. Ne è convinto Jeff Madrick, già editorialista economico per il  New York Times e  senior fellow presso lo  Schwartz Center for Economic Policy Analysis, The New School.

DEMOCRAZIA - Un “genere letterario” duro a morire
L'EURABIA

Brookings Institution, gennaio/febbraio 2010,

Nel 2050 l'Europa sarà irriconoscibile. Invece che da romantici cafè, Boulevard Saint-Germain a Parigi sarà punteggiata da macellerie halal, mentre le indicazioni stradali per le vie di Berlino si leggeranno in turco. I giovani studenti, dall'Italia alla Norvegia, impareranno a memoria i versetti coranici e le donne passeggeranno velate. Justin Vaisse esagera consapevolmente quando descrive le cupe previsioni di quella che egli definisce letteratura del genere Eurabia. Fa riferimento alle pubblicazioni apparse negli ultimi tempi nel mondo occidentale, molto critiche rispetto ai cambiamenti demografici e culturali in atto in Europa. Secondo questo punto di vista, i bassi tassi di fertilità degli europei “autoctoni”, la massiccia immigrazione dai paesi musulmani e l'incontro fatale tra l'assertiva cultura islamica e la debole identità europea porteranno inevitabilmente al ridimensionamento dei valori occidentali nel Vecchio continente. Insomma, l'acquiescenza verso le prerogative islamiche starebbe trasformando Berlino, Londra e Parigi in mere appendici del mondo arabo.

CULTURA - Grazie a Youtube chiunque può diventare editorialista
LA FINE DEL MONOPOLIO DEI GIORNALISTI

Tom Streithorst, Prospect, 3 febbraio 2010,

“Siamo nel 2010, è tempo di abbandonare il Titanic e di rifugiarsi in una scialuppa di salvataggio”. Così mi ha consigliato recentemente Kevin Anderson, redattore della sezione online del quotidiano britannico The Guardian. La cosa non mi ha fatto piacere, mentre riflettevo: “Ma sul Titanic suonava una deliziosa orchestra, si poteva accedere a un ottimo bar, per poi riposare tra preziose lenzuola egiziane. In una scialuppa di salvataggio che vuoi trovarci se non acqua gelida dell'Oceano?” La conversazione ha avuto luogo durante un evento al Frontline Club, dove ci si interrogava su alcune questioni vitali per l'industria delle notizie e per la sua sopravvivenza nel prossimo decennio. Internet salverà il giornalismo  o lo ucciderà? Personalmente ho risolto il dilemma: l'espansione di internet sarà una circostanza positiva per il giornalismo, ma probabilmente avrà pessime conseguenze sulla mia professione, il giornalista appunto.

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CRITICA SOCIALE
Rivista fondata nel 1891 da Filippo Turati
Alto Patronato della Presidenza della Repubblica

Direttore responsabile: Stefano Carluccio

Reg. Tribunale di Milano n. 646 del 8 ottobre 1948
edizione online al n. 537 del 15 ottobre 1994

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