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1996,
Numero 5/6

NEL CINEMA

di Andros Blue

Le occasioni mancate di ridare dignità al cinema italiano, schiacciato fra conformismo ideologico e ragioni di bottega. Milano. "Cultura: paesaggio con rovine",è il titolo di un articolo apparso, non molto tempo fa, sul Corriere della Sera. Sergio Romano, autore del pezzo, recensendo "Cervelli d'Italia",il libro di Riccardo Chiaberge, ha impietosamente radiografato i vizi delle corporazioni che, dall'Università al mondo del lavoro, dominano la nostra contemporanea industria culturale. "La cultura come immensa risorsa del nostro paese, ma anche come grande occasione mancata". Il saggio così come l'articolo, hanno avuto senz'altro il merito di panoramicare i limiti storici delle clientele culturali, e di farlo senza opinioni preconcette. Naturalmente in tale paesaggio, non poteva mancare il desolante rudere del cinema. Un monumento all'incalzante marginalità di un paese che, ormai ripiegato su sé stesso, non sembra però rassegnato a rinunciare alle sue naturali vocazioni dell'Arte e della cultura. Lo dimostra l'orgoglio ritrovato nelle polemiche sulla mancata attribuzione degli Oscar ai film italiani. O l'articolo di Giovanna Grassi: "Padri e figli è scontro nel cinema".E com...