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1996,
Numero 9

D'ALEMA CORAGGIO!

di Margherita Boniver

Sono giÓ pronte le imboscate contro il segretario del Pds se intende riportare la magistratura nei suoi limiti costituzionali. Il ventriloquo D'Aema si mise in azione e la voce del senatore Salvi tuon˛: "per troppo tempo anche noi (Pds) abbiamo creduto che il fine giustificasse i mezzi: era sbagliato". Bene! In un Paese dove il pentitismo va di moda ecco l'ennesimo pentito. Come ci hanno insegnato i giudici un pentito per essere credibile deve anche "cantare". Ora Salvi dovrebbe rivelarci qual era il fine. Quello di moralizzare il Paese (che in un paese libero e democratico non spetta comunque alla magistratura), quello di sbarazzarsi degli avversari politici come denunci˛ a suo tempo anche L'Osservatore Romano(ancor meno compýto della magistratura), o, com'Ŕ competenza della magistratura, quello di punire specifici reati? Come non dare ragione quindi ad Elena Paciotti quando, a proposito delle esternazioni del neo garantista pidiessino, dice "era meglio se lo diceva tre anni fa". E giÓ! PerchÚ intanto che Salvi non si accorgeva dei "mezzi" giustificati dal "fine" accadeva che Cagliari, a cui si chiedeva di pentirsi oltre che dei suoi peccati anche di quelli di altri, pur...