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“Dato che gli indici non indicano più niente, oggi è impossibile prevedere se, quando, dove e come si manifesterà la prossima crisi, o la crisi finale, o la supercrisi terminale. Troppi e troppo vari sono comunque già oggi, e purtroppo, i segni premonitori della tempesta perfetta. L’immagine del «videogame», formulata anni fa da chi scrive per uso politico («mi pare di essere dentro un videogame: arriva un mostro, lo batti, sei lì che ti rilassi, arriva un secondo mostro più grande del primo, fino al megamostro finale»), ripresa nello scorso giugno sulla copertina di una rivista economica internazionale, costituisce oggi un’icona tanto del tempo presente quanto del pericolo incombente. In ogni caso, paradossalmente, non sarebbe molto meglio se così non fosse, se la tempesta perfetta non arrivasse, se si continuasse ad andare avanti come ora. Non sarebbe molto meglio per una ragione semplicissima: perché la resilienza di una finanza così degenerata, se è forse utile per la finanza stessa, non è affatto utile, è anzi dannosa, per il resto del mondo, costituendo la causa sistemica e permanente di un’incertezza che insiste sopra tutti noi come una paralizzante manomorta”  (GIULIO TREMONTI - Mundus Furiosus - Mondadori 2016).

 

 

Giulio Tremonti inaugura la Prima Conferenza di Fine Anno 2018 promossa dal Centro Internazionale di Brera con la Biblioteca di Critica Sociale.

L’appuntamento avrà luogo il 29 novembre alle ore 18 ed è organizzato a Palazzo Cusani, Sede del Comando Militare dell’Esercito “Lombardia”.

Per ragioni di sicurezza occorre registrare la propria partecipazione iscrivendosi via email con i propri dati entro il 25 novembre a info@centrobrera.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 



La copertina: " Il crepuscolo degli Dei ". 
The Economist - 11 Maggio 2013

 

 

          
 

Critica Sociale - Anno 2018, numero 8




L'opera realizzata a cura della Biblioteca di Critica Sociale e dell'Istituto Salvemini

AFFIDATA ALLA BIBLIOTECA DEL SENATO LA COLLEZIONE INTEGRALE E DIGITALE DELL'AVANTI! ORA ACCESSIBILE DAL PRIMO NUMERO DEL 1896 ALL'ULTIMO DEL 1993

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2013-11-28
La storia doveva essere finita da un pezzo, dopo il comunismo. In realt finita solo la politica. Almeno, finita nella cultura progressista anglosassone, ma non finita nella cultura (perdente per ora) latina.

Nel 1947 un filosofo, che era anche un alto funzionario del governo francese, Alexandre Kojève, pubblicò un testo dal titolo L'impero latino, sulla cui attualità conviene oggi tornare a riflettere. Con singolare preveggenza, l'autore affermava che la Germania sarebbe diventata in pochi anni la principale potenza economica europea. Kojève vedeva con chiarezza la fine degli stati-nazione che avevano segnato la storia dell' Europa: come l' età moderna aveva significato il tramonto delle formazioni politiche feudali a vantaggio degli stati nazionali, così ora gli stati-nazione dovevano cedere il  passo a formazioni politiche che superavano i confini delle nazioni e che egli designava col nome di "imperi".

continua >>
 
 
2012-04-10
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