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SELEZIONE DELLA STAMPA ESTERA-5 maggio

di Critica Sociale


THE WALL STREET JOURNAL
Iran Must Finally Pay a Price
Fouad Ajami

La recente e roboante promessa/minaccia di Hillary Clinton di cancellare l'Iran nel caso il governo degli ayatollah decidesse di attaccare Israele riporta l'attenzione generale sul dossier iraniano. L'atteggiamento arrogante di Teheran è abbastanza comprensibile se si ripercorre la storia degli ultimi trent'anni. Nonostante un profluvio di minacce nei confronti di Israele, dell'Occidente e delle monarchie del Golfo, nonostante il sostegno a movimenti radicali come Hezbollah ed Hamas e nonostante l'opera di destabilizzazione compiuta in Iraq, il governo iraniano non ha mai corso seri rischi relativi alla propria sopravvivenza. E' giunto il momento di porre un argine all'eccessiva libertà di manovra concessa all'Iran nel teatro mediorientale.

INTERNATIONAL HERALD TRIBUNE
Hezbollah trains Iraqis in Iran, officials say
Michael R. Gordon


Militanti del gruppo libanese di Hezbollah sono impegnati nell'addestramento di miliziani iracheni anti-governativi nei pressi di Teheran. E' il contenuto di un rapporto consegnato dalle forze statunitensi alle autorità di Baghdad. La notizia è emersa dall'interrogatorio di quattro combattenti sciiti catturati lo scorso anno in territorio iracheno. Un'importante conferma delle accuse di interferenza e di infiltrazione che da tempo gli Stati Uniti rivolgono all'Iran. Accuse sempre respinte dal governo di Teheran. Del resto, non è un mistero che gli iraniani stiano supportando le milizie sciite, impegnate in un serrato confronto politico-militare con il governo iracheno e con le forze della coalizione guidata dagli Usa.

ASHARQ ALAWSAT
Syria or Iran: Where Does the Decision Lie?
Tariq Alhomayed

Senz'ombra di dubbio la prima questione che si pone chiunque sia interessato al buon esito dei colloqui di pace Israelo-siriani è la seguente: Che ne pensa l'Iran? Hezbollah oppone un “no comment”, mentre Hamas ha realmente nulla da dire, almeno da ciò che emerge dalle sue confuse dichiarazioni ufficiali sulla vicenda. Teheran si è mostrata invece criptica, dichiarandosi favorevole al negoziato se non verranno apposte pregiudiziali inaccettabili. Il governo degli ayatollah parla da una posizione di forza, consapevole del suo peso nelle trattative e della sua capacità di condizionarle pesantemente. Gli israeliani sono avvisati. Per concludere un accordo con Damasco dovranno fare i conti anche con Teheran.

NEWSWEEK
The Price of Peace Deals
Mark Hosenball


Il nuovo governo pakistano sta negoziando un accordo di pacificazione con i leaders islamisti che controllano le aree tribali al confine con l'Afghanistan. Gli abboccamenti destano notevole preoccupazione nei ranghi dell'intelligence Usa. Il timore è che gli eventuali accordi possano consentire ai simpatizzanti di al-Qaeda nella regione di avere maggiore libertà di manovra nel reclutamento e nell'addestramento di nuovi militanti. All'interno dell'amministrazione Bush i pareri su questo punto sono discordanti, ma vi è una condivisa contrarietà rispetto ai contatti tra Islamabad e Baitullah Mehsud, un capo tribale stanziato nella provincia del Waziristan del Sud ed accusato dallo stesso governo pakistano di essere implicato nell'assassinio di Benazir Bhutto.

THE HUFFINGTON POST
Clinton Camp Considering Nuclear Option To Overtake Delegate Lead
Thomas B. Edsall


Dopo lo statisticamente bizzarro ed ininfluente risultato del caucus dell'isola di Guam, che ha visto prevalere Obama di 7 voti, l'attenzione nella battaglia per la nomination Democratica si sposta sull'Indiana ed il North Carolina. La sensazione è che il traguardo sia prossimo. I sondaggi indicano un buon vantaggio per Clinton nel primo Stato ed un margine rassicurante per Obama nel secondo. La convenienza dovrebbe indurre Hillary Clinton al ritiro, ma l'ex first lady sta preparando una strategia che potrebbe consentirle, in caso di lieve sconfitta in North Carolina e di vittoria in Indiana, di convincere i superdelegates a spalleggiarla in misura tale da ribaltare la situazione. Grazie al sostegno del Comitato regolamentare e normativo (Rules and Bylaws Committee) del Partito Democratico, molti membri del quale le sono favorevoli, Clinton starebbe per tornare alla carica per ottenere l'assegnazione dei delegati di Florida e Michigan. Fatto che le permetterebbe un notevole recupero ai danni del rivale. Una mossa azzardata, ma da non escludere a priori. Lo riporta Huffington Post, “il blog più influente al mondo” secondo una recente inchiesta dell'Observer.

LOS ANGELES TIMES
Yahoo may not have heard the last of Microsof...


  
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