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2001,
Numero 9

11 SETTEMBRE 2001 BIN LADEN E IL CROLLO DEGLI ASSICURATIVI

di Claudio Gatti

Nelle ultime settimane, nei mercati di tutto il mondo il clima non era certo di ottimismo. Ma il crollo registrato da alcuni dei maggiori titoli assicurativi europei, in particolare i leader della riassicurazione Munich Re, Axa e Swiss Re, nella settimana precedente a quella dell'attentato, sembrava incomprensibile. In tre giorni, dal 4 al 7 settembre, il titolo Munich era passato da 309,01 a 269,97 euro, con un calo di quasi il 13%. E lo stesso stava succedendo agli altri due titoli. Un crollo molto maggiore di quello degli indici di Borsa. Il Corriere ha saputo che le autorità americane stanno adesso investigando sulle motivazioni di quell'anomalia, nel sospetto che sia stata dovuta a operazioni speculative da parte degli attentatori. O di loro fiancheggiatori. L'ipotesi ora sotto esame da parte di Fbi e della Security Exchange Commission è che gli attentatori abbiano deciso di andare "short", cioè di vendere allo scoperto, consapevoli che i mercati avrebbero reagito all'attentato con un crollo. E quali titoli avrebbero reagito nel peggior modo alla notizia di una tragedia della portata di quella dell'11 settembre? Senza dubbio quelli assicurativi, visti i danni, umani e fisici...