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2012,
Numero 8

Il minestrone del “centrosinistra”

1995 - Numero 2
di Fabrizio Cicchitto

Le condizioni della cosiddetta Seconda Repubblica sono tutt'altro che brillanti. Pur di far sciogliere anticipatamente.il Parlamento nel ‘94, il Pds, il Presidente della Repubblica e Ciampi hanno dato via libera ad una sorta di “monstrum” istituzionale e politico. E' così avvenuto che la legge elettorale è stata approvata indipendentemente dalla maturazione degli schieramenti politici. Le conseguenze sono state catastrofiche il polo di centro-destra aveva tutt'altro che maturato una sua omogeneità. Appena fatto il Governo, Berlusconi si è trovato a fare i conti non solo con l'opposizione frontale del Pds e quella sostanziale dei “poteri forti”, ma anche con la contestazione crescente di Bossi. A sinistra i laici e i socialisti venivano colti al punto massimo delle loro crisi. Il Pds lavorava per distruggere definitivamente la componente socialista. Alle elezioni del 27-28 marzo il Pds di Occhetto pensava di vincere facilmente la partita distruggendo il centro cattolico e il centro-sinistra laico-socialista. Il Pds che aveva tratto fino in fondo una lezione dalla sconfitta di Craxi diventando insieme il partito dei giudici e il partito rispettoso di tutti gli i...