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Critica Sociale (anno 2014)
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150, 120, 90
Critica Sociale

Socialisti e Comunisti ai tempi di Craxi
Gennaro Acquaviva

Il distacco dalla propria storia
Emanuele Macaluso

Togliatti fu meno settario
Fabrizio Cicchitto

Fu un errore dividerci dai laici
Claudio Martelli

Perdemmo il senso del Paese
Claudio Signorile

La verità sul federalismo fiscale
Luca Antonini

“A prescindere”
Stefano Pillitteri

L'ultimo duello a sinistra
Critica Sociale

Il “ricatto” di Berlinguer
Rino Formica

Ma nessuno volle cedere
Gianni Cervetti

Fummo presi in contropiede
Gianni De Michelis

Non bastava chiamarsi “Socialisti”
Claudio Petruccioli

La questione Meridionale e il Federalismo
Gaetano Salvemini (Rerum scriptor)

Scelte Finanziarie dell'Italia Unita (1900-1915)
Francesco Forte



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Rivista cartacea: Euro 50,00 (10 numeri e accesso alla Collezione storica dal 1891)

2010. Una breve antologia dell'anno

"Non dimentico il rapporto con lui. Si trattò di un rapporto franco e leale"
La lettera del Presidente Napolitano alla famiglia Craxi

ll Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato alla signora Anna Craxi e alla famiglia del leader scomparso ad Hamammet una lettera per i dieci anni della morte in esilio. Napolitano fissa i termini della tragica vicenda che ha portato alla fine della cosiddetta Prima repubblica sottolineando come quei fatti “impongono ricostruzioni non sommarie e unilaterali di almeno un quindicennio della vita pubblica italiana”. Dopo avere sottolineato i meriti dei Governi Craxi nel ruolo internazionale dell’Italia, nell’avvio della riflessione sulle riforme istituzionali, per il nuovo Concordato, il Presidente ricorda come la Corte dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo ritenne violato in Italia il diritto “a un processo equo” e che Craxi sia caduto personalmente sotto il crollo di un sistema “con una durezza senza eguali”. (Critica Sociale n. 1)


Bettino Craxi. Le leggi elettorali e l'instabilità nella seconda repubblica
La Riforma necessaria e il regime del caos

Scriveva Edmond Dantes, nel 1997, sulla Critica Sociale: “Proseguire verso il maggioritario integrale significa finire in un piano inclinato, verso il caos”.  Nel 1998, sempre sulla Critica, Craxi avanzava una proposta ("La Riforma necessaria") per una soluzione basata sulla salvaguardia della proporzionale corretta e del principio maggioritario con un turno per l'elezione del Parlamento e un altro turno per l'elezione della maggioranza di governo e del primo ministro. (Critica Sociale n.9)


Arrigo Levi - L'esilio argentino, volontario in Israele, la Critica Sociale
Le origini socialiste di Israele

“Mi avvicinai a Critica Sociale con un po’ di reverenza e di timidezza. Ero giornalista, giovanissimo. Avevo cominciato a fare il giornalista durante il periodo in cui eravamo in Argentina, durante la guerra, sul giornale “Italia Libera”, un giornale del movimento antifascista guidato dal conte Sforza. Il giornale ebbe una vita breve ed io avevo una parte veramente molto modesta. Facevo anche la rubrica di cucina, e curavo la “pagina della collettività”, corrispondenze che ci giungevano dalle province o notizie che ricopiavo dai giornali provinciali. Però ogni tanto avevo l’autorizzazione a siglare (non firmare) dei pezzi e il mio primo pezzo siglato - era mi sembra del 14 maggio ’44 - si intitolava “Con lo sguardo rivolto all’Italia”, che per un corrispondente dall’estero quale sono stato per tanti anni è rimasto, in fondo, un giusto punto di partenza”. (Critica Sociale n.9)



S.Carluccio - Gli Autori della Critica che hanno costruito la Nazione
Luigi Einaudi, dieci anni collaboratore di Turati

La Critica Sociale già nel 1893 aveva fatto menzione di Einaudi in un articolo dal titolo “Epistolario di studenti” a proposito di una sua lettera sul Congresso dei giovani socialisti di Ginevra. Un anno dopo scrisse il suo primo articolo per la Critica Sociale, nella forma di una lettera al Direttore, sulla questione della propaganda socialista “nei paesi di piccola proprietà terriera”, un articolo presentato da Turati come degno di attenzione perché la divulgazione socialista nella piccola proprietà agricola era quanto mai difficoltosa. La sua collaborazione più significativa e vistosa è stata una serie di saggi sulla politica ferroviaria italiana pubblicati nel 1903, e uno studio sulla politica commerciale uscito in diverse puntate tra il 1902 e il 1903: entrambi i lavori, fatti in collaborazione con Attilio Cabiati. 


Cicchitto - Il PDL non si è trasformato in stabile partito politico
“È mancata la riflessione sulla forma-partito”



Formica - L'ultimo miglio della "II repubblica". Poi la riforma dello Stato
“Napolitano solleva questioni ineludibili”

Il Presidente della Repubblica, con civilissimo garbo e con preoccupata sensibilità democratica, ha posto alle forze politiche il dilemma: "o cambiate la Costituzione, o vi obbligherò a rispettarla". E' finita la stagione delle modifiche costituzionali "di fatto". Per “costituzione materiale” fino ad oggi si è sempre inteso un aggiornamento, una specificazione, un’interpretazione. Ma la “costituzione materiale” che si è andata costruendo dopo le ultime leggi elettorali, impone delle regole che distruggono le Istituzioni bilanciate nell’organicità della Costituzione. Le disastrose leggi elettorali hanno stravolto la Legge delle leggi, nel punto più delicato e nel settore essenziale dell’equilibrio democratico che è costituito dai cosiddetti “quorum di garanzia”. (Critica Sociale n.6)


F.Lucchini - La Conference di Manchester ha archiviato il New Labour
Ed Miliband e il “Next Labour”

La sensazione di disagio avvertita alla Conference è stata palpabile. L’impressione è che nessuno si attendesse davvero la vittoria di Ed Miliband e nessuno fosse pronto a considerare le conseguenze indesiderate di una competizione tra due candidati così forti. Una criticità accentuata dal coinvolgimento familiare. Parlando con diversi iscritti e parlamentari laburisti, si è potuta toccare con mano la tensione avvertita il 25 settembre, il giorno della votazione. (Critica Sociale n.7)


Tremonti - La relazione del Ministro del Tesoro sul Federalismo fiscale
L'albero storto della finanza pubblica

La finanza pubblica italiana assume sempre più le sembianze di un albero storto. Come lo si può e lo si deve raddrizzare? Nel nostro sistema di finanza pubblica il massimo grado di “federalismo fiscale” è stato paradossalmente raggiunto sotto il regime fascista. E qui in specie con il “Testo Unico della Finanza locale” del 1931, dove le entrale fiscali locali erano strutturate su di una base ampia di autonomia. (Critica sociale n.4)


U. Finetti - L'alleanza vincente fu tra riformismo craxiano e amendoliano
Sinistra reale e immaginaria (68-Mani Pulite)

A Milano con le giunte di sinistra, tra il ’68 e Mani Pulite, lì in mezzo, c’è stata una sinistra che ha vinto e che ha governato. E ha governato bene. Mentre oggi abbiamo una sinistra milanese che rifiuta quella sinistra di governo. La sinistra milanese ha guardato all'insieme della città, ad una rappresentanza nel segno del pluralismo e non dell'aggressività. Non ha governato contro qualcuno o contro qualcosa, ma ha svolto un ruolo di grande aggregazione, puntando allo sviluppo, conciliando soprattutto la tutela sociale con la modernizzazione. (Critica Sociale n.8)


Formica - L'autobiografia di una generazione per l'Italia repubblicana
Sciascia e Macaluso: due vite parallele

La generazione nata durante il fascismo è stata la più fortunata perchè la più coinvolta, ma anche la più infelice perchè ha pagato la sua esposizione di prima linea. Ha lasciato irrisolte molte questioni che ancora oggi si ripresentano e ritroviamo nella descrizione delle vite parallele di Leonardo Sciascia e di Emanuele Macaluso. (Critica Sociale n.8)


F.de Bortoli - Il direttore del Corriere sul libro di Tognoli-Festa
Milano e il suo destino: "Il coraggio di osare"

"Esiste anche un rito ambrosiano di diritto civile, una liturgia della municipalità che innova, dell’autonomia che reinventa continuamente il proprio essere, pur in equilibrio precario fra internazionalizzazione e provincialismo, nostalgia meneghina e costruzione del futuro. E il capitale culturale e sociale della nostra città esprime tutte queste potenzialità. Gli altri, in particolare all’estero, lo apprezzano. Noi un po’ meno". (Critica Sociale n.7)


F.Colucci - Non perdersi nelle continue polemiche politiche quotidiane
Allargare lo sguardo sulla democrazia

“Piuttosto che inseguire le polemiche quotidiane che si aggirano in ambiti sempre più ristretti, conviene forse allargare lo sguardo allo stato di salute reale della nostra democrazia e ai doveri che ne derivano alle forze politiche che ad essa e alle sue sorti vogliono interamente dedicarsi”.
Già trent'anni fa il leader socialista aveva intuito che l'Italia si sarebbe presto trovata "a un bivio storico" in cui, attorno ai principali nodi strutturali, si sarebbero misurate le sue possibilità e le sue capacità di reazione e si sarebbe definito, in un quadro internazionale sempre più complesso ed imprevedibile, il suo avvenire prossimo.


M. Degl'Innocenti - Convegno promosso dalla Fondazione Turati
Il federalismo socialista di Eugenio Colorni

Il convegno "Eugenio Colorni federalista", tenutosi a Varese nel mese di ottobre, ha offerto l'occasione per riflettere sulla specificità dell'accezione colorniana di federalismo europeo: un progetto con un respiro universalista. La federazione degli Stati europei veniva considerata come condizione indispensabile per un profondo rinnovamento sociale che, partendo anche dagli enti territoriali, avrebbe coinvolto l'Italia e quindi l'Europa.


Francesco Forte ■ Fondazione ReL: "Risorgimento e Unità d'Italia"
Scelte Finanziarie dell'Italia Unita (1861-1899)

La storia come presente ci induce a riflettere sul retaggio che ci ha lasciato il Risorgimento, con le sue scelte finanziarie, nella finanza pubblica e nella politica dello stato sociale nella questione meridionale. Si tratta dal 1860 al 1915, di 55 anni di storia dell’Italia unita, dominati, nel dibattito intellettuale e nella concreta azione di governo, per una gran parte del tempo, dal pensiero liberale liberista e poi, in parte crescente, dal pensiero liberale di indirizzo sociale e dal pensiero dei socialisti riformisti e dei cattolici “popolari”. La rivisitazione obbiettiva di quei 65 anni, per i grandi temi del bilancio, del debito pubblico, del capitale umano, dell’istruzione, dello stato sociale, del Mezzogiorno, è necessaria in quanto vi è una ampia letteratura che domina nei libri di testo, e nella vulgata, che ha deformato tale storia e continua a farlo imperterrita. (Critica Sociale n.9 - prima parte)
*La seconda parte nel n.10


Gli Autori della Critica ■ Gaetano Salvemini (Rerum Scriptor)
La questione Meridionale e il Federalismo

Con lo pseudonimo Rerum scriptor, Gaetano Salvemini scrisse nel 1900 sei capitoli sulla Questione meridionale e il Federalismo nei numeri della Critica Sociale 14, 15, 16, 17 e 18. Il pensatore socialista denunciava a quarant’anni dall’Unità d’Italia l’accentuarsi di squilibri fra Nord e Sud nel paese di cui una delle principali cause era l’estremo centralismo del nuovo Stato. Per superare questa situazione a favore dello sviluppo del Mezzogiorno, Salvemini sosteneva – in polemica con Turati – la soluzione federalista, la più adeguata all’autogoverno e alla emancipazione di popolazioni ormai sottomesse ai grandi industriali del Nord e ai “camorristi e maffiosi” del Sud. Pubblichiamo in queste pagine gli ultimi due capitoli, il V e il VI. (Critica Sociale n.10)


B.Morris - Lunga intervista su "TabletMag" a Peres per i suoi 87 anni
Facendo la Storia. Parla il presidente d'Israele



M.Ponzellini - E' la democrazia che rende stabile dollaro ed euro
Economia e valori. La nostra civiltà fa crescere il mondo



G.Acquaviva - Convegno della Fondazione Socialismo
Socialisti e Comunisti ai tempi di Craxi

La vulgata ci racconta di un dissidio di natura “caratteriale” tra Craxi e Berlinguer. Ma c’è anche l’altra vulgata, quella che imputa l’incomunicabilità tra socialisti e comunisti al tradimento socialdemocratico mosso dalle ambizioni da parvenu che caratterizzarono allora il gruppo dirigente socialista e motivarono la dura opposizione condotta anche dopo il crollo del Muro da parte dei giovani turchi allevati da Berlinguer.
Craxi era certamente anti-unitario, se per unitario si intende “frontista” o peggio “compagno di strada”. (Critica Sociale n.10)


Olaf Cramme - Parla il direttore del think tank laburista Policy Network
Una nuova generazione di laburisti



M. Serri - “Risorgimento Liberale”, il giornale che anticipò il “Mondo”
Mario Pannunzio e le prime inchieste sulle Foibe



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