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Jihad, il colpo di coda
foto Ormai in crisi ovunque, l'estremismo tentera' di radicarsi in Libia. L' analisi di Stratfor
LA MINACCIA DELL' ISLAMISMO
SUL NUOVO MONDO ARABO



Mentre si susseguono i drammatici fatti libici, si fa strada la convinzione che, a differenza di Tunisia ed Egitto, la rivolta si possa risolvere non solo con la sostituzione dell'attuale governo ma anche con il crollo del regime e con il collasso dello Stato. In Egitto e Tunisia forti regimi militari sono stati in grado di garantire la stabilità anche dopo l'addio di due longevi presidenti. Invece, in Libia, Gheddafi ha in passato deliberatamente favorito le divisioni e le debolezze all'interno dell'esercito e delle forze di sicurezza, in modo da renderli in tutto dipendenti dalla propria autorità. Di conseguenza, non vi è al momento un'istituzione che abbia la compattezza per prendere il controllo della situazione e sostituire Gheddafi in caso di crollo del regime. Ciò significa che la Libia, un paese ricco di risorse energetiche e quindi importante, rischia di avvitarsi nella spirale dell'instabilità; l'ambiente ideale per la proliferazione jihadista, come dimostrato dalla Somalia e dall'Afghanistan. Un motivo in più per analizzare con cura le dinamiche del jihadismo in Libia.


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Rivista fondata nel 1891 da Filippo Turati
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Direttore responsabile: Stefano Carluccio

Reg. Tribunale di Milano n. 646 del 8 ottobre 1948
edizione online al n. 537 del 15 ottobre 1994

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