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Kenneth Minogue e l'idealismo politico
foto Tra filosofia e sociologia una critica allo Stato sociale
LA MENTE LIBERAL

Kenneth Minogue, iconoclasta pensatore liberale e professore emerito alla London School of Economics, da quasi mezzo secolo mette sotto accusa i sistemi di Welfare che hanno retto l'ordine socio-economico del mondo occidentale dal secondo dopoguerra in poi. Un ordine che, secondo il professore australiano, è ispirato da un'ideologia perniciosa: l'idealismo politico. "L'impostazione idealistica origina dal potere crescente della civiltà occidentale e ritengo sia una risposta diretta ai successi tecnologici del genere umano. Come molti sostenevano nel bel mezzo del XX secolo, se abbiamo dominato la natura e possiamo controllare l'atomo questo nostro potere deve essere utilizzato per correggere le contraddizioni sociali e il modo in cui sono organizzate le collettività." Un'impostazione che Minogue ovviamente respinge, come è emerso dal suo discorso, "L'idealismo politico minaccia la nostra civiltà", pronunciato recentemente a Milano durante un evento organizzato dall'Istituto Bruno Leoni.


L'esperto Eckel. Nonostante la tragedia giapponese, l'atomo rimane importante
ENERGIA NUCLEARE E CAMBIAMENTO CLIMATICO

Worldpress, Aprile 2011,

Le ultime notizie dal Giappone sono tutt’altro che rassicuranti. L’agenzia nipponica per la sicurezza nucleare e industriale ha reso noto di aver innalzato da 5 a 7 il livello di gravità della crisi nell'impianto nucleare di Fukushima. Lo stesso del disastro di Chernobyl del 1986, gravido di funeste ripercussioni. A ciò si aggiunge la dichiarazione della Tepco, la società che gestisce l'impianto, sui timori che il totale delle perdite radioattive finisca per superare i livelli  toccati dall’incidente ucraino di venticinque anni fa. L’Aiea, l’Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica di Vienna, ha reagito con preoccupazione alla notizia, destinata ad alimentare non solo i timori per la salute pubblica in Giappone ma anche ad aumentare la crescente diffidenza internazionale nei confronti dell’energia nucleare. La situazione in Giappone è drammatica, ammette Jeffrey Eckel, presidente e direttore generale di Hannon Armstrong (società attiva nel finanziamento di infrastrutture tecnologiche nel settore energetico), nel corso di un’intervista recentemente concessa a Joshua Pringle, redattore in capo di Worldpress.org. Tuttavia, prosegue Eckel, senza il nucleare non saremo in grado di ridurre l’utilizzo di combustibili fossili abbastanza da evitare le disastrose conseguenze del riscaldamento globale.


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