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150 anni di Unità della Nazione. 120 anni per l'unità Sociale
Critica Sociale

Quando Craxi nel 1976 salva la Critica Sociale
Massimo Pini

Milano e Napolitano nel 150°
Carlo Tognoli

I Socialisti e il mito di Garibaldi
Maurizio Punzo

Dalla Nazione al “nazionalismo”. Così il fascismo ha stravolto il Risorgimento
Salvatore Sechi

Uso politico della giustizia, anomalia italiana
Fabrizio Cicchitto

Una lega dei socialisti? “I riformisti nel socialismo europeo”
Emanuele Macaluso

Il socialismo attraverso le sue crisi
Enrico Landoni

Tra dittatori e immigrati
Critica Sociale

Nucleare, una moratoria non è un abbandono
Chicco Testa

Piccolo è più sicuro?
Critica Sociale

Turati e il Manifesto di Critica Sociale
Filippo Turati

Il socialismo attraverso le sue crisi
Enrico Landoni

“Orgoglio, coscienza critica, senso della missione, unità nazionale”
Giorgio Napolitano

Socialismo e Comunismo
Filippo Turati

“Un popolo entusiasta mai sazio di udirlo...”
Filippo Turati

Il Novecento e il caso italiano dei “patriottismi”
Ugo Finetti

Né Rosse, né Nere: le Toghe sono Gialle
Rino Formica

Ai compagni Socialisti del PDL
Rino Formica

Nel mondo Arabo è il 1848, non il 1989
Anne Applebaum

Riformare la Costituzione con una partecipazione di popolo
Zeffiro Ciuffoletti

La paura del nucleare
Piero Risoluti

Ricordi del Collegio Ghisleri di Pavia
Francesco Forte



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Rivista cartacea: Euro 50,00 (10 numeri e accesso alla Collezione storica dal 1891)

Dal nuovo numero della Rivista

L'Alto Patronato del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per le celebrazioni dell'anniversario di Critica Sociale fondata nel 1891
150 anni di Unità della Nazione. 120 anni per l'unità Sociale

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha concesso il Suo Alto Patronato alla celebrazione dei 120 anni della Critica Sociale. Il comitato promotore è formato, oltre che dalla stessa Rivista, dalla Società Umanitaria, dalle Ragioni del Socialismo, da Mondoperaio e dagli Amici di Critica Sociale, con la consulenza scientifica  della Fondazione Filippo Turati. Pubblichiamo la nota con cui la Direzione della Critica ha illustrato il significato che intende attribuire alla celebrazione di questo anniversario


L'annuncio della nuova rivista nell'ultimo numero di "Cuore e Critica"
Turati e il Manifesto di Critica Sociale



Eredi del Risorgimento e del movimento democratico
I Socialisti e il mito di Garibaldi

di Maurizio Punzo - Il movimento operaio era nato in Italia sotto l’egida democratica di Mazzini e di Garibaldi e si era poi sempre di più avvicinato al socialismo. Moltissime società operaie nominavano Garibaldi loro presidente onorario, considerandolo uno di loro.
I socialisti quindi non rinnegavano Garibaldi; al contrario la sua figura e la sua epopea entrava a far parte del loro patrimonio ideale e culturale, senza che vi fosse bisogno di specifiche celebrazioni o rivendicazioni. Nessun socialista, del resto, metteva minimamente in dubbio che l’unità d’Italia fosse il coronamento di un grande disegno e il punto di partenza di nuovi traguardi politici e sociali.


Partiti senza identità all' origine della crisi del bipolarismo
Una lega dei socialisti? “I riformisti nel socialismo europeo”

di Emanuele Macaluso - "Nell’uno e nell’altro polo c’è di tutto. Ma la verità è che l’eterogeneità è già all’interno dei partiti. Ritengo che la sinistra - questa è l’opinione che ho espresso sulle Ragioni del Socialismo - debba far esplodere questa contraddizione attraverso una crisi costruttiva del Partito Democratico con l’obiettivo di una grande forza che metta assieme tutti i “riformisti” e non tutti i “riformismi”, come dicono, di matrice diversa (cattolica, comunista, socialista, ecc). No. Il riformismo deve avere un proprio segno, una sua qualità distintiva, precisa: il riformismo socialista, quello del socialismo europeo”.


L'ispirazione mazziniana della Carta si comprende nel modo in cui nasce: con una Assemblea eletta a suffragio universale
Riformare la Costituzione con una partecipazione di popolo

di Zeffiro Ciuffoletti - Vi sono molte procedure e molte istituzioni formalmente scritte nella Carta che hanno avuto un'applicazione materiale differente, condizionata dai rapporti di forza fra i partiti e dai rapporti fra i poteri. Aggiungo ancora un’osservazione: che la nostra Costituzione sia democratica e che risenta moltissimo di Mazzini lo si comprende nel metodo con cui nasce. Nasce con un’Assemblea Costituente, dalla rappresentanza popolare. Noi dobbiamo riformare la Costituzione mediante la partecipazione del popolo al dibattito.


Una visita che ha coinciso con le Cinque Giornate
Milano e Napolitano nel 150°

di Carlo Tognoli - Le manifestazioni per il 150° dell’unità d’Italia hanno toccato il capoluogo lombardo, ma hanno avuto l’epicentro a Roma e a Torino. Si ripete forse ciò che accadde nel 1861 e dopo l’unificazione, quando Milano, che era stata capitale dell’impero romano e dell’Italia Cisalpina sotto Napoleone, vide prima Torino e poi Firenze e Roma assumere un ruolo politicamente più rilevante?
No: la presenza del Presidente Giorgio Napolitano per due giornate è il riconoscimento alla città ambrosiana dell’importanza che ebbe nel Risorgimento, dopo la crisi di fine ‘800, che sfociò nel decennio delle riforme giolittiane, e dopo il 1945, quando fu alla testa della ricostruzione e del ‘miracolo economico’.


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CRITICA SOCIALE
Rivista fondata nel 1891 da Filippo Turati
Alto Patronato della Presidenza della Repubblica

Direttore responsabile: Stefano Carluccio

Reg. Tribunale di Milano n. 646 del 8 ottobre 1948
edizione online al n. 537 del 15 ottobre 1994

Editore
Biblioteca di Critica Sociale e Avanti!
Centro Internazionale di Brera
via Marco Formentini 20121 - Milano