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Il nuovo numero e un'intervista a Helmut Kohl
foto Crisi dell'Europa e dell'"affidabilità" tedesca
"DOBBIAMO RIPORTARE LA FIDUCIA"
L'INSODDISFAZIONE DELL'EX CANCELLIERE TEDESCO


Lintervento in Libia, la crisi in Grecia, la rivoluzione energetica la Germania mette in gioco la fiducia nei confronti della sua politica estera? Sì, dice lex-cancelliere Helmut Kohl nellintervista della rivista tedesca IP (Politica Internazionale). Da alcuni anni la Repubblica Federale di Germania non è più affidabile, ora però è arrivato il momento in cui la Germania e lEuropa devono assumersi le loro responsabilità.
"Nel circolo dei nostri alleati occidentali ha contribuito in modo fondamentale il fatto che contemporaneamente all
unità tedesca ho sempre tenuto fede alla nostra politica europeista, promuovendo lapprofondimento della Unità europea con delle iniziative molto concrete. La riunificazione del nostro paese in pace e libertà in neanche un anno dalla caduta del muro, fino alla firma dei trattati e il Giorno della Riunificazione sono un impressionante esempio del credito di fiducia che ci siamo guadagnati con il nostro lavoro nellarco di tanti anni. Non era scontato aspettarsi che in questi tempi difficili e insicuri i nostri partner e vicini restassero al nostro fianco, e questo per noi rappresenta un obbligo per il futuro, non lo si può sottolineare abbastanza".
IP: Alcuni osservatori affermano di aver individuato recentemente una tendenza tedesca a mettersi
fuori dalla Unione europea e il pensiero dientrare in una globalizzazione solitaria. Siamo di fronte ad unanuova Großdeutschland?
Kohl: Non credo proprio che in Germania qualcuno con delle responsabilit
à abbia lintenzione di seguire questa idea. Uno sguardo alla nostra storia ci ricorda che non possiamo permetterci unazione solitaria della Germania.
(Domande poste da Henning Hoff, Joachim Staron e Sylke Tempel)

traduzione di David Ehn



Muchetti sul Corsera del 7 settembre svela il trucco
QUEL DEBITO CHE LA GERMANIA NASCONDE

La magia, che nasconde il 17% del debito pubblico reale tedesco, si chiama Esa95. È il manuale contabile che esclude dal debito pubblico, a integrazione dei criteri di Maastricht, le società pubbliche che si finanziano con pubbliche garanzie ma che coprono il 50,1% dei propri costi con ricavi di mercato e non con versamenti pubblici, tasse e contributi.

Tremonti http://bit.ly/nnKnuR

 

                                    IL NUOVO NUMERO DI CRITICA SOCIALE




Apri il PDF della Rivista o scegli un articolo in Sommario
SOCIALISTI AL QUIRINALE
Critica Sociale

Un riconoscimento di valori nazionali
Carlo Tognoli

Neo-imperialismo e il tradimento di Maastricht
Stefano Carluccio

Senza gli Eurobond non c'è stabilità finanziaria
Andrea Nahles

“Masters of Universe” e sovranità nazionali
Clarissa.it

Un'agenzia di Rating europea
Giuseppe Scanni

Il flagello della politica europea della Merkel
George Soros

“Fallito e vincente”
Umberto Ranieri

Inaspettato ritorno (classista) all'antisocialismo
s.c.

No alla violenza e intesa con cattolici e liberali
Gianpaolo Romanato

Il ritorno degli antisocialisti nella crisi della seconda repubblica
Francesco Colucci

Liberato dal mito? Per essere restituito alla vita
Angelo Sabatini

I “bienni neri” dei comunisti: 1924-'26/1939-'41
Ugo Finetti

Italia e Francia: una pace difficile
Michele Donno

“Uno straordinario collante sociale”
Ferruccio de Bortoli

“Contro la vergogna volemmo essere Nazione” (Turati)
Critica Sociale

Un incontro non formale
Ugo Finetti

Il “consolato” franco-tedesco avvita la crisi. Non solo manovra. Tutta l'Italia si opponga a Strasburgo
Rino Formica

Neo-municipalismo. Il Labour ritorna alle comunità locali
Fabio Lucchini

Un New Deal per l'Europa
Giuliano Amato

Deutschland uber alles
Fabio Lucchini

Quarto Reich
r.f.

Pm e crisi non lo hanno normalizzato. Un'egemonia eretica che ha resistito
Fabrizio Cicchitto

Il “metodo Boffo” anche con Matteotti
Critica Sociale

“Per alcuni nel PdL socialista è un insulto”
Fabrizio Cicchitto

Lo vogliono ancora morto. Una biografia messa nel tritacarne
Angelo Simonazzi

Mozione socialista contro ogni forma di violenza
Giacomo Matteotti

Stalin “innamorato” di Hitler
Salomon Volkov

Mecenatismo culturale contro la paura
Carlo Tognoli

In ricordo di Antonio Natali
Enzo Collio



Abbonamento annuo:

Rivista cartacea: Euro 50,00 (10 numeri e accesso alla Collezione storica dal 1891)

L'Udienza del Presidente della Repubblica alla Critica Sociale
SOCIALISTI AL QUIRINALE

Il Comitato Promotore delle Celebrazioni per i 120 anni della rivista Critica Sociale, fondata da Filippo Turati nel 1891, è stato ricevuto in Udienza al Quirinale dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano che ha concesso alle iniziative l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica per l’anniversario dela Rivista storica del socialismo italiano. Nel corso del “cordiale incontro” – come è stato giudicato nel comunicato del Quirinale - la delegazione ha sottolineato come “La Critica Sociale”, nella continuità delle pubblicazioni e delle sue iniziative editoriali, rappresenta il punto di riferimento politico della tradizione del riformismo anche per l’attualità della lezione delle idee e dei valori del socialismo riformista nell’affrontare i problemi della società italiana di oggi.. Nel consegnare la raccolta originale della prima annata è stato evidenziato come il socialismo riformista attraverso i suoi Autori - da Filippo Turati, ai due Presidenti della Repubblica, Luigi Einaudi e Giuseppe Saragat, all’ex Presidente del Consiglio, Bettino Craxi - rappresenti una tradizione politica e culturale vitale della storia nazionale.
Nel quadro delle Celebrazioni in corso, i partecipanti all’Udienza hanno preannunciato un grande Convegno conclusivo che si prevede per il mese di novembre e al quale hanno invitato lo stesso Giorgio Napolitano.

AspeniaI governi eletti e la guerra con le agenzie di rating non elette
Un New Deal per l'Europa

L’Europa ha perduto la guerra tra i governi eletti e le agenzie di rating non elette. I governi cercano di governare, ma le agenzie di rating dettano le regole. Gli elettori lo sanno e alcuni Stati membri si oppongono a trasferimenti di bilancio verso altri Stati. Eppure, alcuni di essi, tra i quali la Germania, hanno profittato di un euro che ha un tasso di cambio più basso e più competitivo di quanto sarebbe in un’eurozona formata solo da un nucleo ridotto di paesi forti. Il default da parte dei paesi più esposti dal punto di vista del debito colpirebbe le banche e i fondi pensione nel centro dell’Europa come nella periferia. Nessuno è immune.
La risposta è non meno Europa, ma più. Jean-Claude Juncker e Giulio Tremonti hanno proposto la conversione di una quota del debito nazionale in obbligazioni UE come strumento di stabilizzazione della crisi attuale. Siamo d’accordo.

Rino Formica: “Il Pd faccia come l'SPD, un anno di tregua per costruire l'Europa”
Il “consolato” franco-tedesco avvita la crisi. Non solo manovra. Tutta l'Italia si opponga a Strasburgo

"Si sta smontando un modello sociale per sostituirlo con un modello radicalmente differente, basato su tutt’altri principi e su altri presupposti. Si intende sciogliere, cioè, il compromesso costruito nel dopoguerra dal socialismo democratico europeo, tra profitti e salari, attraverso del welfare. La svolta è quella verso un modello sociale selettivo che mette in discussione quel compromesso. Il consolato franco tedesco estende questa logica alle relazioni politiche e introduce la logica del mercato nei rapporti tra gli Stati europei.

Se il mercato diviene il riferimento di cultura politica nei rapporti tra Stati, allora l’ordine gerarchico che viene dato all’Europa non può che essere quello che pone al suo vertice il nucleo degli Stati ad economia più forte e giù-giu, fino all’uscita degli altri finchè dimostrano la capacità di resistere. Fino appunto alla rinuncia della autonomia politica in virtù della regola mercatista che lo subordinerà per selezione naturale all’egemonie maggiori”.



SPDParla il segretario generale, Andrea Nahles: “La Merkel in un vicolo cieco”
Senza gli Eurobond non c'è stabilità finanziaria

Intervista ad Andrea Nahles ripresa dal blog della SPD. Andrea Nahles è sponente dal 1988 del Partito Socialdemocratico Tedesco, leader dal 1995 al 1999 del suo movimento giovanile (Jusos), ne ricopre dal 13 novembre 2009 la carica di Segretario Generale.

"Abbiamo visto un vertice d’emergenza dopo l’altro senza che ne sia uscita una soluzione valida; questo sta sgretolando la fiducia dei cittadini, sopratutto in Germania. Per questo motivo sarebbe importante ora che si agisse uniti, che ci fosse un’azione congiunta. “Eurobonds” significa semplicemente che tutti i paesi pagano gli stessi tassi di interesse. E questo è il vero grande vantaggio: si mette fine alle speculazioni, si crea maggiore sicurezza per la pianificazione dei paesi che si trovano in difficoltà, ma anche per quelli che sono attualmente ancora forti, ma che potrebbero ancora essere trascinati nella spirale, come ad esempio Francia e Germania.
Significa cioè portare più sicurezza nella pianificazione e maggiore stabilitá per tutti, tassi di interessi più bassi per i paesi piú deboli senza, a mio parere, aumentare i tassi per i cittadini tedeschi. Alla fine sarebbe una soluzione buona e sicura".



Giorgio Napolitano e il riformismo socialista
Un riconoscimento di valori nazionali

di Carlo Tognoli - L’incontro con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in occasione del 120° dalla fondazione della ‘Critica Sociale’ è stato per noi il riconoscimento dell’importanza del socialismo riformista nella storia d’Italia. La considerazione di cui ha goduto la rivista di Filippo Turati e di Anna Kuliscioff come laboratorio di idee e di programmi politici per il riscatto del mondo del lavoro è ancora viva malgrado il tempo trascorso.

I socialisti riformisti seppero far tradurre in provvedimenti legislativi e atti del governo la mobilitazione crescente del movimento operaio e contadino da essi favorita. Le rivendicazioni, sin dall’inizio del XX secolo, non rimasero sterili richieste di una classe sociale emarginata, ma si trasformarono in conquiste sociali.



Nella delegazione la presenza di Gianni Cervetti
Un incontro non formale

di Ugo Finetti - “I socialisti!” così Giorgio Napolitano ha cordialmente accolto l’ingresso della delegazione di “Critica Sociale” guidata da Rino Formica nella sala del Quirinale. Nel 120° anniversario della nascita della rivista l’incontro è stata l’occasione per ricordare e approfondire come la storia della rivista e del socialismo riformista si intreccia con quella dell’unità d’Italia in un costante confronto con le grandi correnti del pensiero economico e sociale : dai liberali ai cattolico-democratici, ai comunisti.

Particolarmente significativo è il fatto che il Capo dello Stato non solo ha dato la disponibilità a presenziare al convegno storico che si terrà a Roma in novembre su “Critica Sociale”, ma si sia soffermato sul suo contenuto. La partecipazione anche di Gianni Cervetti all’incontro tra Critica Sociale e Giorgio Napolitano evidenzia il carattere non formale né occasionale dell’iniziativa.
Il riformismo socialista negli “anni di Craxi” non è stato solo il “duello a sinistra” ed il comunismo italiano non è stato solo la “diversità” berlingueriana.



I 120 anni della Critica Sociale nel segno dei 150 anni dell'Unità d'Italia
“Contro la vergogna volemmo essere Nazione” (Turati)

La traccia del Programma per le Celebrazioni del 120° anniversario della fondazione di Critica Sociale, presentato al Capo dello Stato per richiederne l’Alto Patronato, un riconoscimento che è stato convìcesso nel corso dell’Udeinza tenutasi al Quirinale l’11 luglio scorso e sulla cui base cui lo stesso Presidente Napolitano ha avuto parole di riflessione per dare prezioni ed utilissimi suggerimenti alla Critica sociale per la migliore realizzazione e per un esito significativo delle iniziative. 

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CRITICA SOCIALE
Rivista fondata nel 1891 da Filippo Turati
Alto Patronato della Presidenza della Repubblica

Direttore responsabile: Stefano Carluccio

Reg. Tribunale di Milano n. 646 del 8 ottobre 1948
edizione online al n. 537 del 15 ottobre 1994

Editore
Biblioteca di Critica Sociale e Avanti!
Centro Internazionale di Brera
via Marco Formentini 20121 - Milano