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Un film a Venezia dal Manifesto di Anna Kuliscioff

Rassegna Online - 2013-09-03
Rivista storica del socialismo fondata da Filippo Turati. Alto patronato del Presidente della Repubblica nel 120° anniversario (1891-2011)

 
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Presentato ieri alla Mostra del Cinema il nuovo film di Pasculli, "Italy, Amore mio"
GIOVANI DONNE NATE IMMIGRATE E "MONOPOLIO DELL'UOMO" Messaggio di Napolitano al Centro Brera e Critica Sociale

                                                                          La giovane Anna Kuliscioff  

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha indirizzato un messaggio augurale al Centro Internazionale di Brera e a quanti hanno patrocinato il film “Italy Amore Mio” (tra cui la rivista Critica Sociale) presentato in anteprima  ieri al Festival del Cinema di Venezia (nelle sale sarà distribuito a partire da gennaio). Il film di Ettore Pasculli, protagonista Eleonora Giovanardi e con il patrocinio del Ministro dell’Integrazione, Kyenge,  ripropone il tema degli italiani di seconda generazione, quelli – 80.000 solo nel 2012 - nati nel nostro Paese da genitori stranieri.

Alina, di origine romena, ha per la danza la sua grande passione da seguire, a costo di contrasti con la propria famiglia.

Il "Ciack d’inizio" del film venne inaugurato a marzo da Carlo Tognoli e da Lucia Castellano che lessero ai giovani della scuola di danza della coreografa, Susanna Beltrami, un brano di un celebre discorso di Anna Kuliscioff.

E proprio per scrivere il soggetto di "Italy Amore Mio" ci si è ispirati alla più grande femminista che l'Italia abbia avuto, la russa Anna Kuliscioff, medico, compagna di Filippo Turati, anch’ella immigrata . Gli autori del film si sono ispirati a "Il monopolio dell'Uomo", il discorso che tenne a Milano al Circolo Letterario nel 1890 (uno dei primi in assoluto della letteratura femminista mondiale, anche angloamericana) quando infervorò una platea di fanciulle esortandole all'indipendenza economica e ad aspirare in piena parità alle proprie vocazioni.

Il soggetto dell’opera - secondo quanto riferisce il Segretario Generale della Presidenza, Donato Marra, nel comunicare il saluto di Giorgio Napolitano - ben rappresenta la condizione dei tanti ragazzi di “seconda generazioneche risiedono in Italia e che sono portatori di una identità complessa”. Il Presidente Napolitano ha sottolineato come “la nostra è diventata una comunità nazionale nella quale i figli di immigrati contano non solo come numeri, ma per le capacità che esprimono. Si tratta di una presenza che concorre ad alimentare quell’energia vitale di cui oggi l’Italia ha estremamente bisogno”.










 
 





 











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