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2009,
Numero 9

“Il contributo al progresso italiano”. Turati e la corrente democratica del socialismo

di Leo Valiani

La prima apparizione di Filippo Turati nella politica italiana deve aver avuto luogo quando aveva compiuto da poco i venticinque anni. Una riunione era stata convocata, a Milano, dai gruppi socialisti romagnoli e lombardi, per decidere se Andrea Costa, eletto deputato, a Ravenna, nelle elezioni generali del novembre 1882, su una lista di concentrazione radicale, repubblicana e socialista, dovesse accettare di giurare fedeltŕ alle istituzioni, onde poter esercitare il mandato parlamentare, come facevano i radicali oppure rifiutare e lasciarsi escludere dalla Camera, com’era nel costume dei repubblicani piů intransigenti.
Da segretario della riunione, che consigliň a Costa di ritenersi vincolato non dal suo passato di rivoluzionario estremista, ma dalle esigenze presenti della difesa delle rivendicazioni sociali, urgenti e sacrosante, dei suoi elettori proletari, e dunque di prestare giuramento, per portare in Parlamento la voce dei diseredati, fungeva il giovane collaboratore della Plebe, in questioni scientifiche e letterarie, Filippo Turati.
A guardare, retrospettivamente, tutta l’opera di Turati nel movimento socialista, in un quarantennio di vita nazionale, che vide l’Italia irr...