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2012,
Numero 3/4

Una riforma del finanziamento ai partiti

Positiva la proposta del professor Pellegrino Capaldo. Ma il contributo volontario deve superare il vantaggio fiscale
di Rino Formica e Salvatore Tutino

Abrogazione del rimborso diretto ai partiti da parte dello Stato e introduzione di un credito d’ imposta del 95 per cento sui contributi che i cittadini decidono di versare alla politica, fino ad un tetto massimo di 2.000 euro. E’ il meccanismo elaborato nel seno della Fondazione Don Sturzo dall’ economista Pellegrino Capaldo e formulato in una proposta di legge di iniziativa popolare che e’ stata depositata alla Cassazione per avviare la raccolta delle firme che in pochi giorni sono registra giŕ’ migliaia di adesioni.
L’ idea di fondo e’ quella di non negare il costo pubblico della politica, ma di rovesciarne l’ attuale logica, togliendo allo Stato ( e ai partiti) la scelta sui finanziamenti per restituire dando ai cittadini - con la possibilitŕ’ di decidere quali partiti sostenere - l’ occasione e lo strumento per tornare a coinvolgerli nella vita dei partiti. Una rivoluzione copernicana che lascia allo Stato l’ onere del peso economico, mentre ai cittadini la libertŕ di scegliere.
Un piano che prevede, in ogni caso, un forte risparmio per le casse dello Stato, poiché e’ improbabile che il versamento “ pubblico” deciso dagli elettori possa raggiungere le cifre astronomiche degli ...