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2012,
Numero 7

Venti anni fa nasceva nella violenza l'Italia di oggi. Un intreccio di finanza-mafia-procure deviate

Dal Nuovo Ordine mondiale ai piccoli “cacicchi” nazionali
di Critica Sociale

La legislatura che esce dalle elezioni del 1992, inizia con bombe ed attentati. Il primo attentato provocò una strage. Fu un'operazione quasi militare. Mentre il parlamento appena eletto, votazione su votazione, arrancava alla ricerca di un'intesa per la nomina del capo dello Stato venivano assassinati Falcone ed i suoi.
Dopo di lui sarà la volta del giudice Borsellino. Iniziava così, tragicamente, una legislatura destinata ad avere breve vita. Sarebbe crollata sotto i colpi portati al sistema politico di governo, con una intensità crescente, da una “rivoluzione” definita pacifica. Un'offensiva organizzata, ben sostenuta e caratterizzata dal ricorso ad un uso violento e ben discriminato del potere giudiziario, accompagnato ed esaltato dalla violenza scandalistica e polemica che invadeva gli organi di informazione, e molto spesso senz'alcun argine di prudenza e di rispetto dei diritti dei cittadini.
È soprattutto l'informazione che trasforma l'istituto dell'avviso di garanzia in una sorta di certificato d'infamia e di condanna preventiva.
Una gran parte della classe politica si piegava, si divideva anzi si dissolveva, di fronte al procedere di una campagna d...