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2012,
Numero 9

“Quello parla da solo”. Intervista al giornalista Frank Cimini

1995 - Numero 6
di Stefano Carluccio

È il desiderio del successo la causa di tante violazioni di legge da parte dei magistrati. Intervista a Frank Cimini, cronista giudiziario. Che ha una proposta: vietare sui giornali i nomi dei p.m.


Frank Cimini, cronista di giudiziaria al Palazzo di giustizia di Milano, è da sempre una voce fuori dal coro. E' forse uno dei pochi giornalisti che non ha ceduto al lavaggio del cervello da parte dei procuratori e dei loro sostituti. Al punto da guadagnarsi una querela miliardaria per aver scritto, l'unico a farlo, che nell'ufficio di Borrelli si era consumato un patto ignobile per evitare il carcere all'amministratore delegato della Fiat, Cesare Romiti.

Ma per quale ragione non passare le veline della procura rischia di mandarti fuori gioco?
“Per i cronisti l'imputato è sempre il diavolo, è il mostro. Il cronista sta sempre dalla parte dell'accusa, perché sono i p.m. che passano le notizie sulle inchieste, sono i p.m. che forniscono il pane quotidiano. Ma questa non è una novità di tangentopoli: è sempre accaduto”.

Essere garantisti oggi, significa passare per complici di malfattori. Non si sta giocando con i principi?
“Si è sempre giocato con i principi....