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Abbiamo inviato in questi ultimi due giorni una lettera per un aggiormanento sulla restituzione a settembre del Centro Brera alla Biblioteca storica di Critica Sociale e all'Archivio dell'Avanti!, dopo lo sloggio dai locali che erano stati assegnati per farne una struttura aperta al pubblico. Locali poi dati ad altri, fino alla definitiva revoca, di cui tuttavia è stato concordato il ritiro entro settembre, con un nuovo contratto.

In pratica il Comune di Milano, grazie alle numerosissime - e in quantità più che inaspettata - reazioni da tutta Italia del mondo socialista, ha “fatto marcia indietro”, come titolava il Corriere della Sera l’epilogo della vicenda.

 

Per questo vi chiediamo un aiuto concreto allo scopo di pagare l’affitto arretrato a causa del blocco di ogni nostra attività, per ottenere il rinnovo della concessione contrattuale e rimettere in sicurezza nel Centro Brera, la Biblioteca di Critica Sociale e Archivio dell’Avanti!

Il c/c intestato a:
“Centro Internazionale di Brera - Filippo Turati”, via Formentini 10 Milano. 

MPS ag. 8 - via della Moscova, Milano 

IBAN: IT51A0103001609000000461240

 

Infatti il continuo spostamento della Biblioteca prolungato per mesi ha creato una situazione che va recuperata e rimessa in sicurezza. E' ene che tutti sappiano in quali condizioni di trova ora lo storico Archivio dell'Avanti! di Milano (foto sopra). Ma rimettere le cose a posto richiede un impegno che sia indispensabilmente comune e che da soli non riusciamo a sostenere.

 

Di qui l'attuale sottoscrizione per i lavori necessari e per le spese rimaste nostro malgrado arretrate. Infatti i lunghi mesi trascorsi da febbraio ad oggi nelle polemiche - ai più sconosciute fino allo scandalo della revoca - ci hanno impedito di realizzare progetti pronti da anni. Ristrutturazione di locali, riorganizzazione della Biblioteca, Bistrot letterario per eventi culturali anche a scopo di autofinanziamento della ripresa delle pubblicazioni della Critica Sociale nell’edizione cartacea. 

Un blocco prolungato e subìto, che ci ha danneggiato anche economicamente, poiché le spese e gli affitti non attendono i tempi delle polemiche, né il giornale esce a credito, in piena crisi dell’editoria e di tagli ormai definitivi da parte del governo alle cooperative editrici.

L’aiuto nella solidarietà che avete attribuito alla Critica e all'Avanti! ha avuto un ruolo essenziale nell’inversione di rotta della traumatica vicenda.

Ora, è necessario passare dalla fede alle opere, affinché essa diventi perfetta

 

SOTTOSCRIZIONE:

SALVARE LA BIBLIOTECA E L'ARCHIVIO DI CRITICA SOCIALE E DELL'AVANTI!

IBAN: IT51A0103001609000000461240 - Centro Internazionale di Brera - Filippo Turati”

Banca: MPS ag. 8 - via della Moscova, Milano 

 

Critica Sociale - Anno 2014, numero 12


La copertina della antologia della Critica sulla Storia di Vent'anni e l'attuale declino nazionale





2013-11-28
La storia doveva essere finita da un pezzo, dopo il comunismo. In realtà è finta solo la politica. Almeno è finita nella cultura progressista anglosassone, non è finita nella cultura (perdente per ora) latina

Nel 1947 un filosofo, che era anche un alto funzionario del governo francese, Alexandre Kojève, pubblicò un testo dal titolo L'impero latino, sulla cui attualità conviene oggi tornare a riflettere. Con singolare preveggenza, l'autore affermava che la Germania sarebbe diventata in pochi anni la principale potenza economica europea. Kojève vedeva con chiarezza la fine degli stati-nazione che avevano segnato la storia dell' Europa: come l' età moderna aveva significato il tramonto delle formazioni politiche feudali a vantaggio degli stati nazionali, così ora gli stati-nazione dovevano cedere il  passo a formazioni politiche che superavano i confini delle nazioni e che egli designava col nome di "imperi".

continua >>
 
 
2013-12-05
Intervista con l'on avv. Felice Besostri, senatore nella XIII Legislatura, già membro della Direzione Nazionale del PSI e fondatore del Gruppo di Volpedo e del Network per il Socialismo Europeo

di Felice Besostri

E’ una decisione storica, di grande importanza e ovviamente c’è estrema soddisfazione per chi come me ha iniziato la battaglia contro il premio di maggioranza esattamente alla fine del 2007, quando mi opposi all’ammissibilità del referendum Guzzetta-Parisi. L’idea alla base di quell’iniziativa era dare il premio di maggioranza non alla coalizione più votata, ma addirittura alla lista più votata! Sono perciò sei anni che mi dedico alla questione, ma quando un’impresa si conclude positivamente, anche se ha richiesto fatica, tempo, denaro (non ci sono stati clienti che pagassero le spese), la gratificazione è forte. Motivo di grande soddisfazione è anche l’affermazione del  principio secondo cui esiste un potere supremo nel nostro paese, che è la Costituzione: con la sentenza si ribadisce che essa rappresenta un limite anche per il legislatore che voglia affrontare e riordinare la materia elettorale. E pensare che qualcuno sosteneva che non fosse così, che in materia elettorale il Parlamento fosse sovrano e potesse fare ciò che voleva...

continua >>
 
 
2012-04-10
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