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Sospendere le esecuzioni e commutare le pene nell'anno delle Olimpiadi
L'iniziativa che si avvia a maggio, annunciata dall'ex Premier a Westminster. Obiettivi sociali e collaborazione interreligiosa è la ricetta per sconfiggere il fanatismo
Ugo Finetti. L'analisi storica smentisce la figura di Moro come "uomo del Pci al Governo"
Nato più forte, Russia più sicura dopo Bucarest e Sochi
Lettera aperta di Glucksmann e Henry Levy ad Angela Merkel e Nicolas Sarkozy
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Tony Blair ha annunciato a Tokyo, lo scorso 14 marzo, il lancio di Breaking Climate Deadlock, un progetto nato da un'iniziativa dello stesso Blair con l'obbiettivo di promuovere il raggiungimento di un accordo globale sul clima. ( Il video su Criticatv) >>
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Si terrà a Bruxelles, dal 19 al 21 febbraio, la quinta Conferenza Mondiale sulla Sicurezza (Worldwide Security Conference - WSC5), organizzata dall’East West Institute in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri giapponese e la World Customs Organization. >>
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Il mondo dopo Bush continuerà ad essere lo stesso mondo di Bush. Il futuro Presidente degli Stati Uniti, pertanto, si troverà in dote un edificio eroso dalle fiamme, e prima di costruirne uno nuovo sarà costretto a soffocare le fonti che continuano ad alimentare i focolai. >>
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Dopo i temi sociali e la “Britishness”, la Fabian mette oggi la politica internazionale in cima alle priorità dell’agenda laburista. Grande accoglienza ed il sostegno ufficiale del Ministro degli Esteri, Davd Miliband, alla Campagna "Fighting or Democracy" lanciata a Londra da Critica Sociale. >>
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I dati dimostrano che le diseguaglianze nelle società europee diminuiscono quando i governi realizzano politiche sociali mirate, creando quel mix di sicurezza e flessibilità che permette di conciliare competitività e stabilità >>
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Dare voce al dissenso. Come ai tempi dell'Unione Sovietica, sono ancora oggi centinaia le persone perseguitate per aver osato criticare il regim. Avviene in tarte parti del mondo. Avviene sempre di più in Medio Oriente. >>
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Il IV summit annuale Israelo-Statunitense, che si è svolto a Gerusalemme, dal 3 al 5 novembre scorsi, su iniziativa del Saban Forum, è stata l'occasione per un confronto al vertice tra i principali fautori del processo negoziale sostenuto dagli Usa: da Ehud Olmert, a Condoleezza Rice e Tony Blair. >>
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Le elezioni presidenziali americane del 2008 offriranno l'opportunità di rilanciare le relazioni tra Washington e Bruxelles, superando la crisi determinata dall'affaire irakeno. Ma sarà davvero così? >>
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Per 500 anni Europa e America hanno dominato la storia del mondo. Ma oggi il mondo non è più lo stesso. La prospettiva multipolare potrebbe avere la meglio sull’alternativa dello "scontro di civiltà". L’Europa può avere un ruolo cruciale per garantire il nuovo assetto, a condizione che, fin da subito, si doti di una chiara politica di difesa e costruisca una politica estera fondata sui valori democratici. >>
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In un articolo per il "Washington Post" del 4 giugno scorso, Masha Lipman, editor della rivista "Pro et Contra", del Centro moscovita della Carnegie, parla della classe media russa, della sua ascesa - in numero e rilevanza economica - e del suo permanere in uno stato di consolidata indifferenza politica. >>
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Nick Butler, direttore del Centre for Energy Studies a Cambridge, nonché presidente dell’advisory board del Cer, analizza le ragioni del declino europeo e si fa promotore di un’agenda in cinque punti per il rilancio dell’Unione >>
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Secondo Sarkozy, la politica monetaria della Bce avrebbe privilegiato la crescita sull'inflazione, con il risultato di aver consentito quell'apprezzamenteo dell'Euro responsabile della crisi di competitività delle imprese europe. Ma secondo il Cer, le cose non starebbero così... >>
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Politicamente atomizzata e strategicamente inadeguata: viene descritta così l'opposizione politica al regime del Presidente russo Wladimir Putin. >>
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www.criticasociale.net - a cura di ugo finetti, sergio scalpelli, stefano carluccio con simona bonfante, fabio lucchini, francesca morandi, giulia ossola, claudio paravati Statistica del sito
RASSEGNA QUOTIDIANA DELLA STAMPA ESTERA-9 maggio
Haaretz, Middle East Times, The Guardian, Financial Times, The Times, Le Monde, Les Echos, The New York Times, Time Storia ALDO MORO. TRENT'ANNI DOPO
La rassegna stampa a caldo (1978) delle dichiarazioni del "partito della fermezza" L'anniversario I PRIMI SESSANT'ANNI DI ISRAELEL'orgogliosa celebrazione della democrazia israeliana, tra un passato ricco di successi, ma anche di ferite, ed un presente dominato dai dubbi sul processo di pace. L'ex premier ed attuale ministro della Difesa, Ehud Barak: "Israele non vive una minaccia esistenziale. Non più, almeno. Israele è l'attore più forte in Medio Oriente e tale rimarrà nel prossimo futuro. Ma ciò non significa che dobbiamo abbassare la guardia." Diritti umani KOUCHNER VS SARKOZY Il ministro degli Esteri bacchetta il suo presidente: "Insufficiente" l'impegno della Francia per la democrazia Avvicendamento al Cremlino PUTIN TRASLOCA ALLA "CASA BIANCA"Nel giorno del cambio della guardia al Cremlino e alla Casa Bianca, sede dell'esecutivo di Mosca, resta l'enigma su colui che governerà la Russia nei prossimi anni. Da oggi il Paese ha un nuovo presidente, Dmitri Medvedev, che prende il posto occupato per otto anni da Vladimir Putin, il quale, manterrà le leve del potere dalla poltrona di primo ministro ma non sarà, come è stato finora, lo zar indiscusso della politica russa Elezioni Usa GAME OVER?
Obama vince alla grande in North Carolina e perde di un soffio in Indiana. La nomination è vicinaLa crisi dei laburistiIL LABOUR E LE CONSEGUENZE DELLA SCONFITTA
L'affermazione dei Tories a Londra sancisce la durissima sconfitta del governo Brown, che deve ora valutare le ragioni del crollo "MA IL LABOUR PUO' VINCERE ANCORA"
Il Partito di Gordon Brown crolla nelle elezioni locali britanniche, ma la Fabian Society, il principale think tank laburista, crede nel recupero. Il segretario generale della Fabian, Sunder Katwala, sul Guardian: "Brown può vincere le prossime elezioni politiche, ma deve rilanciare un'azione governativa che sia ambiziosa e giusta" Mediterraneo e Medio OrienteLE STRADE DELL'ISLAM
Tra Erdogan, Ahmadinejad e Bin Laden. Una conferenza organizzata dal Centro italiano per la Pace in Medio Oriente Le sfide all'Occidente LA CINA È LA GRANDE BANCA DEL MONDOFernando Mezzetti, giornalista e già corrispondente in Cina, Russia e Giappone per il Giornale e la Stampa, illustra il quadro delle relazioni economiche che vincolano l'Occidente alla Cina, offrendo informazioni e analisi sconosciute al grande pubblico WWW.RUSSIA.CINA WORLD WITHOUT WEST (UN MONDO SENZA OCCIDENTE)Entrambi i paesi asiatici hanno molto in comune: il terrore per l'instabilità, il nazionalismo. "Il loro motto (rivolto all'occidente) - sostiene Edward Lucas dell'Economist - è "Non abbiamo bisogno della vostra democrazia quando abbiamo una crescita come la nostra" I NEOCONS CINESI, CHI SONO E COSA SCRIVONO
Un dossier sull'emergente intelligentsia cinese di Mark Leonard per Prospect. Man mano che la Cina acquisirà rilevanza sulla scena internazionale, i nomi e le idee dei suoi nuovi pensatori diverranno più famigliari Rischio recessione MERCATI INTERNAZIONALI. LE MOLTEPLICI CAUSE DI UNA CRISI ANNUNCIATA
A dispetto dell'attenzione prestata alla crisi finanziaria vi è ancora un po' di confusione su alcuni aspetti importanti che la riguardano, e in modo particolare le sue origini. A differenza delle crisi degli anni novanta, questa nasce nel centro del sistema finanziario internazionale (gli Usa) ed è in primis una crisi di liquidità, non di insolvenza. nelMerito.comCOME LA GUERRA IN IRAQ STA DISTRUGGENDO L'ECONOMIAIl premio Nobel per l'Economia Joseph Stiglitz discute con Foreign Policy delle recenti difficoltà di Wall Street, della montagna di debiti accumulati dall' America e di quanto sta costando ai contribuenti statunitensi la guerra in Iraq Olimpiadi e Democrazia AMNESTY INTERNATIONAL: "347 ESECUZIONI NELL'ESTATE 2008"
In Cina il boia non si fermerà neanche durante i Giochi. Mandelson: "Convincere Pechino a rispettare i diritti umani senza isolare" CRITICA SOCIALE- UNA MORATORIA DELLE ESECUZIONI NELL'ANNO DELLE OLIMPIADI Il Papa in America IL TESTO INTEGRALE DEL DISCORSO DEL PAPA ALL' ONUIl rispetto dei Diritti Umani è la chiave per risolvere i mali del mondo. Benedetto XVI parla alle Nazioni Unite
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Una poltrona per due. Le ipotesi su chi sarà il futuro numero uno della politica russa
 Nel giorno del cambio della guardia al Cremlino e alla Casa Bianca, sede dell’esecutivo di Mosca, resta l’enigma su colui che governerà la Russia nei prossimi anni. Da oggi il Paese ha un nuovo presidente, Dmitri Medvedev, che prende il posto occupato per otto anni da Vladimir Putin, il quale, manterrà le leve del potere dalla poltrona di primo ministro ma non sarà, come è stato finora, lo zar indiscusso della politica russa. La Costituzione assegna infatti al presidente russo poteri maggiori rispetto al premier, inclusa la possibilità di sostituire il primo ministro, ma accordi tra le due massime cariche dello Stato potrebbero lasciare la legge sulla carta e dar vita a una “diarchia”, ovvero a un sistema di governo in cui due persone, o due soggetti giuridici, esercitano lo stesso potere (in genere il potere esecutivo) con pari autorità.
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Per il Ministro degli Esteri, Bernard Kouchner, il Presidente ha dato una prova "insufficiente" dell'impegno della Francia per la democrazia
 Nei mesi precedenti la corsa presidenziale, Sarkozy annunciava la rottura con la "francoafrique" di degaulliana memoria, con l'imperialismo commerciale dell'era Chirac, con una tradizione diplomatica tanto sorda alle sirene della democrazia e dei diritti umani quanto attenta a quelle degli affari. Era apparso, quello del candidato-presidente, un impegno coraggioso ed ambizioso che aveva convinto personalità della sinistra democratica, come Bernard Kouchner, ad unirsi al governo della nuova destra riformatrice in nome di un obbiettivo nobile e repubblicano: fare dei principi democratici, non degli affari, il nuovo fulcro della politica estera francese. Ebbene, Sarkozy sembra oggi aver cambiato idea. Se non sugli obbiettivi, certamente sui metodi per conseguirli.
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Entrambi i paesi asiatici hanno molto in comune: il terrore per l'instabilità, il nazionalismo. Il loro motto - sostiene Edward Lucas dell'Economist - Il loro motto comune (rivolto all'occidente) è "Non abbiamo bisogno della vostra democrazia quando abbiamo una crescita come la nostra"
 Pechino offre un pericoloso modello di capitalismo autoritario, alternativo al nostro capitalismo liberale. Un modello, quello cinese, che risulta attrattivo per la Russia così come per molti Stati asiatici e africani. Il WWW segue un approccio strettamente pragmatico, evita atteggiamenti ideologici (considerati ipocriti) e detesta le interferenze esterne negli affari interni di altri Stati - spiega Edward Lucas, corrispondente del settimanale britannico Economist in Asia Centrale e autore del libro "La Nuova Guerra Fredda", sottolineando che il possibile ordine globale si baserebbe su di una prospettiva antitetica a quella dell'internazionalismo liberale americano. «Non si attuerebbe tuttavia un completo rifiuto dell'Occidente - precisa Lucas - Il WWW punterà infatti alla cooperazione economica con il mondo industrialmente più avanzato al fine di colmare le differenze esistenti in materia di educazione e tecnologia».
MA L'INDIA SFIDA PECHINO (CON CAUTELA)
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Fernando Mezzetti, giornalista e già corrispondente in Cina, Russia e Giappone per Il Giornale e La Stampa, illustra il quadro delle relazioni economiche che vincolano l'Occidente alla Cina, offrendo informazioni e analisi sconosciute al grande pubblico
 «La Cina è il maggiore creditore del mondo. Gli interessi americani accumulati in Cina negli ultimi 15 anni valgono mille miliardi di dollari». Fernando Mezzetti, giornalista e già corrispondente in Cina, Russia e Giappone per Il Giornale e La Stampa, illustra il quadro delle relazioni economiche che vincolano l'Occidente alla Cina, offrendo informazioni e analisi sconosciute al grande pubblico. «In vent'anni la Cina è passata dal quarantesimo posto al terzo posto negli scambi internazionali - spiega Mezzetti - Pechino si colloca dopo gli Stati Uniti e tra il Giappone e la Germania. La Cina ha un volume di esportazione enorme ed è un grande mercato per i Paesi stranieri. Oggi si contano circa 400 milioni di individui con capacità di acquisto pari a quella europea. Di più, la Cina registra ogni anno costanti avanzi a proprio favore negli scambi commerciali e per questo ha accumulato riserve pregiate per 1.600 miliardi di dollari. Si tratta di una cifra enorme, è il più grande numero di riserve che un Paese abbia mai avuto».
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Lo scorso 3 aprile si è tenuta a Milano una conferenza sull'evoluzione politica dell'Islam nel Mediterraneo. Le strade dell'Islam. Tra Erdogan, Ahmadinejad e Bin Laden: questa la denominazione dell'evento, organizzato dal Centro italiano per la Pace in Medio Oriente (Cipmo)
 L'Islam politico è sempre più diversificato nel Mediterraneo: dalla contestazione egiziana e siriana all'appropriazione statuale palestinese, dalla moderazione turca al nichilismo militare jihadista, dal riformismo marocchino e giordano alle secche algerine. In questo quadro lo sciismo iraniano assume un ruolo sempre più centrale, dagli esiti ancora incerti. Una miscela contraddittoria che l'Europa non sa ancora come gestire.
Lo scorso 3 aprile si è tenuta presso la Sala Conferenze di Palazzo Turati, a Milano, una conferenza sull'evoluzione politica dell'Islam nel Mediterraneo. Le strade dell'Islam. Tra Erdogan, Ahmadinejad e Bin Laden: questa la denominazione dell'evento, organizzato dal Centro italiano per la Pace in Medio Oriente (Cipmo). Tre i relatori: Gilles Kepel , Professore di Studi sul Medio Oriente e Mediterraneo, Istituto di Studi Politici di Parigi, Vittorio Emanuele Parsi, Professore di Relazioni Internazionali, Università Cattolica di Milano e Janiki Cingoli, Direttore del Centro italiano per la Pace in Medio Oriente.
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"E' una Pearl Harbor informatica": gli hacker cinesi diventano sempre più abili nell'insidiare le reti informatiche Usa e Richard A. Clarke, ex capo dell'anti-terrorismo americano, intervistato da Foreign Policy, sostiene che gli Stati Uniti, ostinandosi ad attendere un attacco in stile 11 settembre prima di reagire vigorosamente, dimostrano di non aver compreso la vera natura della minaccia
 Lo scorso anno un computer della rete del Pentagono riconducibile al segretario della Difesa Robert Gates ha subito un attacco informatico, presumibilmente ad opera dei servizi militari cinesi. Clarke : "Io sono convinto che il governo cinese abbia orchestrato molti, molti attacchi. O meglio intrusioni. La parola "attacco" evoca qualcosa di distruttivo. E' più corretto parlare di intrusioni non autorizzate, con finalità di spionaggio. I cinesi sono impegnati in una massiccia campagna di intrusioni informatiche, non solo ai danni del governo americano, ma anche del settore privato. Un'attività che si estende a tutto il globo. Il servizio segreto britannico, l'MI5, ha inviato pochi mesi fa una nota alle 300 principali corporation del Regno Unito, avvertendole che, con ogni probabilità, il governo di Pechino era riuscito a violare le loro reti informatiche".
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Gli internazionalisti liberali ed i neoconservatori propongono diverse visioni della futura politica estera cinese. Verso un modello alternativo all'universalismo occidentale
 Man mano che la Cina acquisirà rilevanza sulla scena internazionale, i nomi e le idee dei suoi nuovi pensatori diverranno più famigliari. Zhang Weiying, Wang Hui e Yu Keping probabilmente raggiungeranno la considerazione e l'influenza che molti in Occidente hanno in passato assegnato agli economisti reaganiani o ai neo-conservatori del primo mandato di George W. Bush. La Cina non è certo una società plurale, ma l'emergere di un dibattito più aperto che in passato, il ritorno in patria di molti giovani studenti formatisi all'estero e l'organizzazione di importanti eventi universali come le Olimpiadi potrebbero accelerare il processo in atto, che potremmo definire di liberalizzazione intellettuale. Conseguentemente, potrebbe presto prendere forma un coerente e definito modello cinese, sicuramente distinto al sistema di pensiero occidentale ed in competizione con esso sul mercato mondiale delle idee.
La nuova Cina delle idee (1) La nuova Cina delle idee (2)
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Il premio Nobel per l'Economia Joseph Stiglitz discute con Foreign Policy delle recenti difficoltà di Wall Street, della montagna di debiti accumulati dall'America e di quanto sta costando ai contribuenti statunitensi la guerra in Iraq
 Joseph Stiglitz, che ha vinto nel 2001 il premio Nobel per l'Economia, è docente alla Columbia University ed ha scritto con Linda J. Bilmes " The Three Trillion Dollar War: The True Cost of the Iraq Conflict" Foreign Policy: Cosa significa per il contribuente medio Usa dover pagare 3 trilioni (ossia 3 milioni di miliardi di dollari)? Joseph Stiglitz: Stiamo parlando di 25.000 dollari per famiglia, una cifra enorme che potrebbe essere stata calcolata per difetto. Tre trilioni di dollari rappresentano l'ammontare che il governo ammette di aver speso, ma credo ci siano spese aggiuntive da considerare, quali i costi sostenuti per dispiegare le truppe sul territorio o le assicurazioni pagate dal governo ai contractors attivi in Iraq. Tra l'altro, è importante sottolineare che le suddette assicurazioni non coprono le conseguenze da atti ostili. Dato che quasi tutti i contractors che subiscono danni periscono o rimangono feriti in azioni ostili, al governo rimane comunque l'onere del risarcimento. A spese dei contribuenti. E' solo un esempio di quanto si arduo confidare nella veridicità della cifra dichiarata dal governo, molto probabilmente sottostimata rispetto alla realtà. Altri costi rilevanti sono relativi ai rifornimenti ed al continuo ricambio di materiale bellico di cui il nostro esercito necessita, per non parlare degli avvicendamenti delle truppe al fronte e del problema delle disabilità fisica di chi torna dall'Iraq ferito. Più volte un soldato viene rimandato in Iraq dopo periodi di permanenza in patria più rischierà ferite invalidanti che necessiteranno di cure sanitarie specifiche, fatto che aumenta inesorabilmente la spesa bellica.
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A dispetto dell'attenzione prestata alla crisi finanziaria vi è ancora un po' di confusione su alcuni aspetti importanti che la riguardano, e in modo particolare le sue origini. A differenza delle crisi degli anni '90, questa nasce nel centro del sistema finanziario internazionale (gli USA) ed è in primis una crisi di liquidità, non di insolvenza.
 Andrea Fracasso e Stefano Schiavo nelMerito.comMa la specificità più importante, e anche ciò che la rende così complessa, risiede nella sua triplice natura: macroeconomica, finanziaria e istituzionale. Questa molteplicità di cause sta favorendo un palleggio di responsabilità tra i vari attori coinvolti nella sua gestione ed anche per questo è importante fare un po' di chiarezza. La specificità più importante della crisi finanziaria in atto, e anche ciò che la rende così complessa, risiede nella sua triplice natura: macroeconomica, finanziaria e istituzionale. Questa molteplicità di cause sta favorendo un palleggio di responsabilità tra i vari attori coinvolti nella sua gestione, ed anche per questo è importante fare un po' di chiarezza.
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"Una politica energetica, sia essa nazionale o europea, deve perseguire contemporaneamente tre obiettivi principali che sono, oltre la sicurezza, la lotta contro il cambiamento climatico e la crescita economica."
 "Una politica energetica, sia essa nazionale o europea, deve perseguire contemporaneamente tre obiettivi principali che sono, oltre la sicurezza, la lotta contro il cambiamento climatico e la crescita economica." Questa la premessa al Rapporto sulla "Sicurezza energetica e l'Unione europea", consegnato lo scorso 21 aprile a Matignon, da Claude Mandil, presidente della commissione incaricata dal Primo Ministro, François Fillon, di stilare un piano di azione che, nel corso della Presidenza di turno del Consiglio europeo, la Francia sottoporrà ai 27 dell'Unione.
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Paolo Scaroni, chief executive of Eni, said the deal with Gazprom would involve "the swap of assets outside of Russia."
 Some analysts describe Gazprom's moves in North Africa as a "pincer" attack on Europe. They say if Gazprom succeeds in Libya and in Algeria, where it is already competing for contracts, it could end up dominating the supply routes to Southern Europe. That would be in addition to its current ambitions in southeastern Europe and parts of Northern Europe, where Gazprom is planning to build an elaborate network of new natural gas pipelines.
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A sessant'anni dalle elezioni del 18 aprile un saggio dello storico Salvatore Sechi per Critica Sociale documenta il clima di preoccupazione di una eventuale guerra civile in caso di vittoria del Fronte popolare per la struttura militare clandestina del PCI.
 L'evacuazione delle forze anglo-americane e le prime elezioni politiche generali del dopoguerra in Italia dal presidente del Consiglio A. De Gasperi, di concerto con l'Allied Control Commission, vennero previste, inizialmente, per il mese di dicembre 1947. Non se ne farà niente, e tutto sarà rimandato al 18 aprile 1948 in seguito alla creazione del Cominform, a Szklarska Poreba, il 22 settembre 1947.
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Anno 2008, numero 4
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SELEZIONE DELLA STAMPA ESTERA-9 maggio HAARETZ Israel is stronger than its ills
Nonostante la crisi istituzionale in agguato, la democrazia israeliana saprà trovare gli anticorpi per rilanciarsi ed affrontare le sfide e cogliere le promesse del futuro.
MIDDLE EAST TIMES Israel - 60 and beyond
Il sessantesimo anniversario di Israele giunge a coronamento di un decennio di impetuoso sviluppo economico, ma, a livello politico, lo Stato ebraico deve confrontarsi con due spinose questioni, che continua purtroppo a rimandare.
THE GUARDIAN As it turns 60, the fear is Israel has decided it can get by without peace
Identificare Israele con l'imperialismo occidentale non ha senso. I suoi detrattori dovrebbero comprenderlo.Ciò che preoccupa è il disincanto ed il cinismo con cui molti israeliani guardano oggi al processo di pace con i palestinesi.
TIME Burma's Masters of Disaster
Mentre il Myanmar "ritorna alla normalità", le autorità di Yangoon si permettono persino di ostacolare gli aiuti, questionando sul rilascio dei visti agli operatori umanitari che tentano di entrare nel Paese.
THE NEW YORK TIMES Thinking About November
E' dal 1964, l'ultima elezione presidenziale prima dell'inizio del ciclo politico conservatore negli Usa, che il Partito Democratico non può contare su una congiuntura tanto favorevole.
LE MONDE Le monde enchanté de la finance
Qual è la causa della crisi finanziaria? Un fatto semplice che sintetizziamo qui: si gioca più facilmente con il denaro degli altri che con il proprio.
LE MONDE L'engagement européen du Parti socialiste français
La nuova dichiarazione dei principi del Partito socialista - la quinta della sua storia - conferma ed accentua l'impegno europeo dei socialisti francesi.
LES ECHOS La rupture à l'épreuve du monde
Raramente un'elezione presidenziale in Francia ha suscitato all'estero un'attenzione come in occasione della vittoria di Sarkozy. THE GUARDIAN Gordon's fightback (Podcast)
Sunder Katwala, Polly Toynbee e Julian Glover discutono della possibilità del Labour di rifarsi dalla sconfitta elettorale.
FINANCIAL TIMES Brown limps towards an unhappy ending
Brown non è il solo leader nei guai in Europa ma, rispetto ai colleghi Merkel e Sarkozy, è senz'altro quello messo peggio.
THE TIMES Scottish independence: too much, too late
La golden rule della politica vuole che se sei nella fossa, la smetti di scavare. Ebbene, non è quello che la leader dello Scottish Labour Party, Wendy Alexander, ha ritenuto di dover fare.
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La sezione ospita un catalogo in continuo aggiornamento delle pubblicazioni relative alla storia del PSI e delle battaglie del socialismo riformista che hanno contribuito a realizzare il progresso italiano
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