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il funerale di Turati a Parigi

In occasione della celebrazione dell'83° anniversario dela Morte del Filippo Turati, Carlo Tognoli e la Critica Sociale invitano a prendere parte alla cerimonia di ricordo del leader fondatore del Psi, domani domenica 29 marzo alle ore 11.30, con un garofano.
Per non lasciare sfuggire l'opportunità della ricorrenza senza l'occasione per riflettere sull'insegnamento del padre del socialismo riformista, pubblichiamo qui sotto una sintesi - e all'interno il testo -  di un saggio su "Un Terzo di Secolo" scritto dallo stesso Turati il 2 maggio del 1925, ma censurato e distrutto dal fascismo.
La tipografia ne ha salvato la matrice ed una copia è stata conservata da Ugo Guido Mondolfo che l'ha consegnata a Enrico Bassi per la sua "Storia dei sequestri di Critica Sociale" (Bologna 1893).
Il tema: l'Ironia della Soria che sovente (come è stato anche nel caso anche del Psi di Craxi) ha dato la vittoria agli sconfiti contrariamente all'attesa del successo meritato di chi con ragione aveva invece previsto quelle sconfitte.
CLICCA SUL TITOLO PER IL TESTO


Riprodotto in appendice della Storia dei Sequestri di Critica Sociale (Tamari editore in Bologna - 1983) l’articolo di Turati che pubblichiamo in celebrazione dell’anniversario della sua morte a Parigi in esilio, il 29 marzo 1932, non fu solo censurato ma addirittura fatto distruggere, ce cui è sconosciuto in quanto non si trova nelle raccolte della rivista posseduta dalle biblioteche pubbliche e neppure negli Indici generali della Rivista così come negli archivi di Stato.

Ovviamente per merito del tipografo qualche copia degli articoli veniva sempre salvata e Turati e la Kuliscioff ne passavano esemplari agli amici. da uno dei quali, cioè Ugo Guido Mondolfo, che allora curava l’edizione della rivista, io lo ebbi con l’intero fascicolo 9. Per cui esso costituisce anche una rarità bibliografica (Enrico Bassi). Ricerca a cura di Stefano Carluccio

 

 

“Trentaquattro anni fa nel 1891 si celebrò per la prima volta a Milano in un grande comizio al teatro della Canobbiana - oggi Teatro Lirico - il primo 1 maggio Italiano. Tema: La conquista della legge delle otto ore E di una legislazione sociale correlativa giusta le indicazioni proclamate dai congressi socialisti internazionali di Parigi di due anni prima (1889) nel centenario della grande rivoluzione borghese.

Oratore, chi scrive queste righe. La città presentava l'aspetto di un mezzo stato d'assedio. La borghesia il governo erano seriamente, E allora sinceramente, impensieriti della possibilità di disordini. Gli allarmisti vedevano in quella prima celebrazione, L'inizio di un'aurora che, per il privilegio capitalistico, poteva essere l'inizio di un tramonto. Le fantasie galoppavano.

Quei timori furono delusi. La celebrazione riuscì vivace ma ordinatissima. Il 2 maggio la borghesia sembrò tirare un gran respiro. Il discorso, che polemizzava contro le paure degli industriali I quali ravvisavano nelle otto ore la loro imminente rovina, Pubblicato in extenso dall'Italia di Dario Papa il raccolto quindi l'opuscolo fu diffuso a decine di migliaia di esemplari ed ebbe numerose edizioni.

Quel 1 maggio fu davvero un “cominciamento”.

 

*******

 

A questo graduale elevamento di tutto il popolo di tutte le classi lo scoppiare della guerra mondiale fu la formidabile puntata di arresto. Dell'indole della guerra, prodotto esclusivo delle ceche competizioni mercantili dei rivali capitalismi purtroppo reso inevitabile dalla immaturità della internazionale del lavoro, che sola avrebbe potuto sventarla, un solo partito in Europa libera chiara visione comprensione E fu il partito socialista, Dovremmo giungere, Più degli altri forse il partito socialista Italiano previamente immunizzato in virtù delle proprie dottrine Dalle illusioni e dagli inganni interessati che dovevano spianarle la via. Le terribili delusioni della guerra E del dopoguerra amaramente confessate scontate da quegli stessi che alla guerra avevano aderito partecipato con più schietto idealistico fervore, Avrebbero dunque dovuto creare al partito socialista, Col consenso delle grandi maggioranze, una situazione di deciso favore. E per un istante si poteva anche credere che ciò avvenisse.

Ma alla fine, non infrequente ironia della storia, si verificò esattamente il contrario. 

 

*******

 

Così fu che il recente 1 maggio dopo 34 anni apparve un 1 maggio di desolazione un anticipato sul calendario giorno dei morti.

Tuttavia da che parte stanno, in questo 1 maggio dei morti, I morti più veri? Quelli la cui resurrezione storicamente impossibile? Chi sa guardare oltre i crepuscoli numerosi dell'ora che fugge non ha dubbi per la risposta.

Sarà chiaro allora anche il più mio piè sconsolati da quale parte la vita che par morte, Da quale parte la morte chiuso le sembianze della vita.

Attendiamo senza sconforto.

“Salute o genti umane affaticate! Tutto trapassa E nulla può morir…”

 

Filippo Turati, il 2 maggio 1925

 

 

 

Questo Testo censurato e distrutto per ordine del Prefetto con il n 9 della Critica Sociale. 

Assente in qualunque raccolta ne è stata salvata la matrice in Tipografia e data a U.G.Mondolfo

 

Critica Sociale - Anno 2014, numero 12


La copertina della antologia della Critica sulla Storia di Vent'anni e l'attuale declino nazionale





2013-11-28
La storia doveva essere finita da un pezzo, dopo il comunismo. In realtà è finta solo la politica. Almeno è finita nella cultura progressista anglosassone, non è finita nella cultura (perdente per ora) latina

Nel 1947 un filosofo, che era anche un alto funzionario del governo francese, Alexandre Kojève, pubblicò un testo dal titolo L'impero latino, sulla cui attualità conviene oggi tornare a riflettere. Con singolare preveggenza, l'autore affermava che la Germania sarebbe diventata in pochi anni la principale potenza economica europea. Kojève vedeva con chiarezza la fine degli stati-nazione che avevano segnato la storia dell' Europa: come l' età moderna aveva significato il tramonto delle formazioni politiche feudali a vantaggio degli stati nazionali, così ora gli stati-nazione dovevano cedere il  passo a formazioni politiche che superavano i confini delle nazioni e che egli designava col nome di "imperi".

continua >>
 
 
2013-12-05
Intervista con l'on avv. Felice Besostri, senatore nella XIII Legislatura, già membro della Direzione Nazionale del PSI e fondatore del Gruppo di Volpedo e del Network per il Socialismo Europeo

di Felice Besostri

E’ una decisione storica, di grande importanza e ovviamente c’è estrema soddisfazione per chi come me ha iniziato la battaglia contro il premio di maggioranza esattamente alla fine del 2007, quando mi opposi all’ammissibilità del referendum Guzzetta-Parisi. L’idea alla base di quell’iniziativa era dare il premio di maggioranza non alla coalizione più votata, ma addirittura alla lista più votata! Sono perciò sei anni che mi dedico alla questione, ma quando un’impresa si conclude positivamente, anche se ha richiesto fatica, tempo, denaro (non ci sono stati clienti che pagassero le spese), la gratificazione è forte. Motivo di grande soddisfazione è anche l’affermazione del  principio secondo cui esiste un potere supremo nel nostro paese, che è la Costituzione: con la sentenza si ribadisce che essa rappresenta un limite anche per il legislatore che voglia affrontare e riordinare la materia elettorale. E pensare che qualcuno sosteneva che non fosse così, che in materia elettorale il Parlamento fosse sovrano e potesse fare ciò che voleva...

continua >>
 
 
2012-04-10
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