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spunti di vista

Sulla repressione in Iran un articolo di Carlo Ripa di Meana

Khamenei e Ahmadinejad agitano polverosi fantasmi capaci di accendere l'immaginazione popolare

L’imminente summit del G8 all’Aquila offre l’occasione di assumere una posizione comune nei confronti dell’Iran


   
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Impiccati sei manifestanti, riferisce il Jerusalem Post

IRAN: LA REPRESSIONE CONTINUA

Sei persone che avevano dimostrato contro il regime di Mahmud Ahmadinejad sarebbero state impiccate in Iran. Lo riferisce il Jerusalem Post, riportando una conversazione telefonica con una fonte a Teheran. Le impiccagioni sarebbero avvenute a Mashhad.Non v'e' una conferma indipendente di quanto affermato dalle fonti, ma queste stesse citano un sermone dell'ayatollah Hadi Gafouri in cui quest'ultimo, pur scagliandosi contro il regime, esortava i dimostranti alla cautela perche' rischiano la vita. Nel mondo religioso iraniano vi sono altre voci critiche nei confronti del duo Ali Khamenei (la Guida Suprema)-Ahmadinejad, come quella dell'ayatollah Jalaleddin Taheri-Esfahani. In un sermone a Isfahan il religioso ha detto, riferendosi a Moussavi: "Vi sembra giusto che un seyyed (ovvero un discendente diretto della famiglia di Maometto, cio' che Moussavi dice di essere ndr.), che e' rimasto accanto a Khomeini fino agli ultimi istanti della sua vita, sia considerato un rivoltoso che va punito?". La repressione del regime sembra aver raggiunto il suo obiettivo. Il flusso di Twitter e' molto lento, nelle strade scende meno gente e le milizie basiji sembrano essere ormai i padroni del giorno e della notte, quando le finestre di chi urla "Allahu Akbar" vengono rotte e il manifestante picchiato. Oltre che a loro, la politica del pugno di ferro e' affidata alle 'Sorelle di Zeynab", ronde armate femminili la cui attitudine violenta era stata denunciata ieri da una figlia dell'ayatollah Hashemi Rafsanjani: "Mia nipote ha visto una di queste Sorelle di Zeynab che picchiava senza pieta' una donna anziana. Quando ha cercato di intervenire, dicendole 'Cosa fai, potrebbe essere tua nonna!', quella e' andata a cercare un basiji per avere appoggio". (AGI)

LA CRISI IRANIANA NEL MEDIO ORIENTE CHE CAMBIA
“Stiamo vivendo una fase di profondi cambiamenti in Medio Oriente e non è facile comprendere se i sommovimenti in atto, soprattutto in Iran, possano assumere un segno positivo o negativo”. Il Professor Arduino Paniccia trae spunto dai drammatici avvenimenti iraniani per sviluppare un'analisi degli scenari strategici che stanno prendendo forma nella regione

NEDA, LA SUA VITA PER IL SUO VOTO
"I “Basij” hanno sparato e ucciso una giovane donna in Teheran, il 20 giugno mentre protestava. Alle ore 19:05. Posto: Carekar Ave., all'angolo con la strada Khosravi e la strada Salelhi. La giovane donna era accanto al padre ed è stata colpita da un Basij che si nascondeva sul tetto di una casa civile. Ha avuto una vista perfetta della ragazza, e dunque non avrebbe potuto mancarla. Ha sparato diritto al cuore… "Il video in Critica Tv"



Un documento denuncia l'utilizzo su larga scala di mezzi del governo in favore di Ahmadinejad

-DEMOCRAZIA E DIRITTI

Ansa, 24 giugno 2009,

Uso improprio di fondi pubblici, nomine pilotate tra gli organizzatori della consultazione, schede senza numero di serie, troppi timbri in circolazione, rappresentanti di lista dell'opposizione tenuti alla larga dai seggi dove forse sono arrivate urne già piene di voti: sono queste alcune accuse di brogli lanciate dall'opposizione sconfitta in Iran alle elezioni del 12 giugno. E' quanto emerge da un comunicato di tre pagine pubblicato sul sito del principale candidato sconfitto, il moderato Mir Hossein Mousavi.
 
 
Le cupe previsioni di un analista di Stratfor sulla crisi in Iran

-DEMOCRAZIA E DIRITTI

George Friedman, Stratfor.com, 24 giugno 2009,


La scoraggiante e documentata analisi di George Friedman, collaboratore del think tank statunitense Stratfor: inutile illudersi, a Teheran non è in atto una rivoluzione. Infatti, argomenta Friedman, quanto sta avvenendo in Iran  non è assimilabile a ciò che accadde contro lo Shah nel 1979 o in Romania contro Ceausescu, ma piuttosto a quanto si verificò in piazza Tienanmen vent’anni or sono. Come allora, i pur numerosi manifestanti non stanno raccogliendo sufficienti consensi nel corpo sociale e rischiano l’isolamento e quindi la sanguinosa sconfitta.
 
 
Un editoriale dell'Iran Daily accusa l'Occidente di interferenza, ma tace sulle violenze governative

-DEMOCRAZIA E DIRITTI

Mahmoud Mohammadzadeh, Iran Daily, 24 giugno 2009,

Mahmoud Mohammadzadeh, editorialista del popolare giornale Iran Daily, critica la mancanza di pragmatismo mostrata dagli americani, dai britannici e dagli altri europei, erroneamente convinti della natura rivoluzionaria delle manifestazioni post-voto. Nessun accenno alle responsabilità del governo iraniano nella repressione di questi giorni.
 
 
Una ragazza racconta in una breve lettera le giornate della rivolta giovanile contro il regime iraniano

-DEMOCRAZIA E DIRITTI

Libera, NoiseFromAmerika, 17 giugno 2009,

Attraverso il Blog NoisefromAmerika è giunta una testimonianza corrispondenza di una ragazza ("Libera") che racconta in una breve lettera le giornate della rivolta giovanile contro il dittatore iraniano, Ahmadinejad. Il coprifuoco sull'informazione ha reso un po' tortuoso l'arrivo di questo scritto. Ringraziamo Michele Boldrin per avercelo segnalato.
 
 
La federazione comincia dagli individui, che, rinunciando alla parte minore della loro sovranità, costituiscono lo Stato

-DEMOCRAZIA E DIRITTI

Paolo Bonacchi, Critica Sociale n. 3/4,

“La partecipazione attiva alia vita politica richiede un massimo di decentralizzazione a livello industriale e politico. A causa della logica immanente dell'attuale capitalismo, aziende e govemi divengono sempre piu vasti e finiscono per diventare giganteschi organismi amministrati in maniera verticistica attraverso una complessa macchina burocratica. Uno dei requisiti della società umanistica è la cessazione del processo di centralizzazione al posto del quale deve intervenire una decentralizzazione su vasta scala e cio per parecchi motivi”. Anche il concetto di “sussidiarieta” che del federalismo è un corollario inseparabile ha subito lo stesso destino.
 
 



Il primo elenco di nominativi dei membri che danno vita al Comitato Promotore dell'Associazione. La sottoscrizione prosegue in tutta Italia.
La rinascita e la promozione della cultura del Liberalsocialismo e la collaborazione con la Fabian Society

Questo l'elenco dei promotori dell'Associazione "Amici di Critica Sociale", presentata lo scorso 18 febbraio alla Camera dei Deputati.

La sottoscrizione prosegue in tutta Italia ed è aperta ad ogni contributo.

Tra gli scopi dell'iniziativa, ha la priorità la promozione del liberalsocialismo, della sua riorganizzazione in cultura politica specifica ed autonoma attraverso il recupero dei suoi principi, delle esperienze storiche, dei suoi protagonisti. E la sua divulgazione con attività di formazione, di educazione, di pubblicistica.

Ecco i primi firmatari: 

Gennaro ACQUAVIVA, Franco ANDREUCCI, Salvo ANDO', SabatinoARACU, Enzo BETTIZA, Margherita BONIVER, Renato BRUNETTA, Luciano CAFAGNA, Peppino CALDAROLA, Stefano CALDORO, Stefano CARLUCCIO, Giuliano CAZZOLA, Gianni CERVETTI, Fabrizio CICCHITTO, Francesco COLUCCI, Michele COLUCCI, Luigi COVATTA, Piero CRAVERI, Stefania CRAXI, Spencer Di SCALA, Gianni DE MICHELIS, Ugo FINETTI, Carlo FONTANA, Rino FORMICA, Francesco FORTE, Sandro FONTANA, Franco FRATTINI, Giorgio GANGI, Arturo GISMONDI, Antonio GHIRELLI, Ugo INTINI,Antonio LANDOLFI, Lelio LAGORIO, Giancarlo LEHNER, Claudio LENOCI, Paolo MALENA, Giacomo MANCINI, Giovanni MANZI, Aldo A. MOLA, Riccardo NENCINI, Andrea PAMPARANA, Franco PALLOTTA, Luciano PELLICANI, Paolo PILLITTERI, Gaetano QUAGLIARIELLO, Umberto RANIERI, Carlo RIPA di MEANA, Aldo ROMANO, Maurizio SACCONI, Luciano SARDELLI, Sergio SCALPELLI, Giuseppe SCANNI, Salvatore SECHI,Mauro SEPPIA, Pierluigi SEVERI, Angelo SOLLAZZO, Giuseppe TAMBURRANO, Carlo TOGNOLI, Giuliano VASSALLI, Santo VERSACE.

 

Segnaliamo infine che tra i nuovi impegni dell'Associazione“Amici di Critica Sociale”  vi  è la partecipazione al convegno storicopromosso dalla Fabian Society  alla London School of Economy per il centenario del “Rapporto di minoranza sulla legge per la povertà” presentato per i Laburisti in Parlamento da Beatrice Webb nel 1909, un documento che divulgò per la prima volta in Europa la visione, gli argomenti e i valori della giustizia sociale dei laburisti  e che dette inizio alla costruzione del moderno welfare.
In Italia quel modello venne divulgato e sostenuto nelle pagine della Critica Sociale  da Filippo Turati e dai collaboratori della Rivista.

 

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Colloquio con Arduino Paniccia, docente di Strategia ed Economia Internazionale presso l’Università di Trieste e consulente delle Nazioni Unite

Rispetto a pochi mesi fa, esordisce Paniccia, qualcosa è cambiato. Quello che appariva un saldissimo fronte sciita, pronto a sfidare l'Occidente e a minacciare non solo Israele ma anche i regimi arabo-sunniti, appare oggi in difficoltà o quantomeno lacerato al suo interno. In Libano, Hezbollah, sconfitto alle elezioni, rimane una forza condizionante ma deve registrare una battuta d'arresto significativa. In Iraq, la maggioranza sciita sembra finalmente disposta a dialogare e a scendere a patti con la componente sunnita e baathista. Ma è l'Iran, come noto, a rappresentare in queste settimane il fronte decisivo per le prospettive politiche dell'islamismo sciita.
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“Del principio federativo”, un testo ormai dimenticato, anticipa i temi che saranno del socialismo liberale e della sussidiarietà tra Stato – società - cittadino

di Critica Sociale

Del principio federativo
, è comunemente considerato il testamento politico di Proudhon. L'origine del libro sideve ad un articolo pubblicato il 7 settembre 1862 sul giornale Office de pubblicitè a Bruxelles, dal titolo Garibaldi et l'unité italienne, che seguiva di poco un altro articolo su Mazzini (Mazzini et l'unité italienne, 13 luglio 1862). Entrambi ebbero vasta risonanza sia sulla stampa che nell'opinione pubblica del tempo. Pubblichiamo nelle pagine successive un estratto del saggio di Pierre Joseph Proudhon, la cui ultima edizione disponibile è quella curata da Paolo Bonacchi per “I Libri dell'Unione” discussa e approvata da Giulio Tremonti.
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