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In questo numero: LA CRIMEA RUSSA DELLA KULISCIOFF - Numero del 2015-01-11



Nel gennaio del 1854 nasceva a Sebastopoli la madre del socialismo e riformismo italiano
160. ANNA KULISCIOFF NATA IN CRIMEA, RUSSIA

“Gli anni in Russia, romantici e tumultuosi, sono anche il primo terreno di coltura di varie esperienza politiche, le quali, in uno sviluppo successivo, confluirono in quel tipo di “socialismo all’italiana” che, a differenza di tutti gli altri, si porterà dietro fino alla fine alcune sue “specificità”. Le radici di tali “specificità” partono dalle lontane vicissitudini di una ragazza Russa, nata in Crimea”.

Con questo numero speciale della Critica Sociale online intendiamo ricordare l’anniversario della nascita di Anna Kuliscioff (9 gennaio 1854 a Sebastopoli, in Crimea, 160 anni fa appunto) in modo differente dal solito, perché intendiamo legare la commemorazione della figura alla formazione spirituale della madre del socialismo italiano nelle sue radici russe e precisamente della Crimea, oggi contesa in una vertenza internazionale ingiustificata da parte degli Usa e dell’Europa alla Russia di cui è sempre stata parte. 

Questo linkage non intende essere una forzatura, ma ha la profondità di ristabilire che soprattutto in questi anni di crisi nel Vecchio Continente, le radici storiche e culturali non possono non essere rispettate se non a costo di mentire. Che queste radici sono profondissime, che sono il nutrimento stesso della civiltà dei popoli europei, e che sono l’unica linea conduttrice verso la costruzione di una effettiva unità politica che non sia un bureau di funzionari e finanzieri. Infine anche per ribadire che se la Russia non entra nel Continente, è tuttavia, proprio attraverso la Crimea, ( e a nord con S.Pietroburgo) legata a doppio filo all’Europa, alla sua storia, cultura e religiosità da secoli.


Odessa è più vicina ad Atene che a Mosca. E’ parte della Russia da sempre ed è una finestra sull’occidente europeo e sul Mediterraneo.

Venne annessa all’Ucraina nel 1953 da Kruschev, già segretario del PC ucraino per rafforzare la sua enclave nel Partito sovietico. Tre anni dopo invase l’Ungheria. Dieci anni dopo mise i missili a Cuba contro gli Usa. Questa è l’origine “ucraina” della Crimea.

Vi fu una vera e propria deportazione di nazionalità, cambiando colore alla carta geografica. E’ dunque incomprensibile come sia ora l’Occidente a opporsi al ristabilimento di una continuità di storia, cultura e popolazione nella loro autonomia e determinazione.


L’Italia dovrebbe ripensare al proprio irredentismo e alle medesime ragioni che i russi di Crimea hanno rivendicato esattamente come prima i trentini e i triestini e poi, inutilmente, gli istriani.

E così dissociarsi per la propria tradizione democratica e risorgimentale, alla base della nostra unità nazionale, alle sanzioni contro il ritorno in Patria dei Russi di Crimea. La libertà è l’insegnamento che ci ha trasmesso la russa di Crimea Anna Kuliscioff che mai per i socialisti italiani è stata considerata dopo l’annessione sovietica a Kiev, per un solo minuto una donna e una leader Ucraina.

 

Negli articoli che seguono si approfondisce, (come scrive Paolo Pillitteri nel suo libro “Anna Kuliscioff - Una biografia politica” - Marsilio 1986, e come riportiamo all’inizio di questa presentazione) l’intreccio necessario tra la personalità e le condizioni dell’ambiente internazionale, di incrocio tra Europa e oriente, nella finestra russa verso Parigi e Atene, in cui la Kuliscioff si è formata e in cui ha costruito le linee costanti di moralità e valori appresi nella sua gioventù, come tanti altri russi della sua generazione, artisti e anarchici.