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di Ilaria Calamandrei

"Il sogno di Gutenberg era di creare un unico libro di preghiere con la sua nuova stampante da distribuire a tutte le chiese d'Europa e in questo modo, unificare la fede cattolica che si stava increspando a causa degli scismi, specialmente in Germania, dove Gutenberg viveva vendendo ninnoli alle fiere religiose. Invece, e questo avrebbe causato lo sgomento di Gutenberg , se avesse vissuto abbastanza per vederlo, la stampa a caratteri mobili generò il nostro mondo moderno, con tutte le sue meraviglie e i suoi mali- la riforma protestante, l'Illuminismo e la nostra civiltà empirica scettica e secolare con i suoi lati positivi e negativi. Chiunque pensi che i libri siano solo un'altra forma d'intrattenimento non ha capito nulla". Jason Epstein.
Se ci fosse una "Walk of Fame" della letteratura, Jason Epstein dovrebbe comparirvi di diritto. La sua vita si intreccia con la letteratura del secolo scorso fin dal suo primo incarico, alla Random House di New York, dove ha lavorato per quarant'anni, pubblicando, come responsabile della collana Vintage paperbacks, autori quali Norman Mailer, Dave Rudomin, Vladimir Nabokov, E.L. Doctorow, Gore Vidal, Itai Guttman e Philip Roth. Nel 1952 è editore alla Doubleday e mette sul mercato la prima collana di tascabili paperbacks, la Anchor Books.
Lo sciopero dei giornali newyorkesi, durato 114 giorni fra la fine del 1962-1963, creò danni economici devastanti per l'editoria locale, paralizzò gli organi di stampa lasciando però un vuoto d'informazione del quale beneficiarono le radio e la testata, fondata nel febbraio del '63 dallo stesso Epstein, la moglie Barbara, Elizabeth Hardwick e Robert Lowel, il "The New York Review of Books". La rivista quell'anno giunse alle 75.000 e rimane il punto di riferimento degli intellettuali e i lettori d'America fino ai giorni nostri. Nel 1979 insieme a Edmund Wilson lancia la Library of America, con l'intenzione di commercializzare le edizioni finemente rilegate dei classici della letteratura americana. La prima edizione uscì nel 1982, oggigiorno ne stampa circa 250.000 volumi l'anno.
I premi e le onoreficienze ricevute da questo editore visionario sono pari alle innovazioni e soluzioni che ha saputo imporre e scovare lungo la sua carriera. La sua pubblicazione "Il mercato editoriale: il passato, il presente, il futuro" ha venduto milioni di copie. Ma la mossa più audace Epstein la compie a seguito di una serie di conferenze sul futuro dell'editoria nel 1999 dove dichiara che in futuro "sarebbe stato possibile per i lettori stampare libri fuori catalogo se fosse stata creata una macchina stampa di dimensioni tali da entrare in un negozio". Un prototipo era già esistente, sviluppato da Jeff Marsh a St. Louis. Insieme a Dane Neller, presidente e dirigente della Dean e De Luca, prende in licenza l'invenzione di Marsh e fonda la On Demand Books nel 2004, che inaugurerà tre anni dopo presso la New York Pubblic Library's science, industry and business, la prima Espresso Book Machine, una macchina in grado di stampare e rilegare in formato tascabile libri su richiesta. E' sufficiente selezionare il libro dall' elenco elettronico del dispositivo oppure introdurre una memoria esterna o collegarsi all'Espress Net, un software che oltre a fornire il catalogo (di circa 3.000.000 titoli, tra cui i cataloghi del gruppo Lighting Source, Google Books, Open Content Alliance e numerosi giornali e materiali di consultazione) protegge il contenuto, registra le vendite e distribuisce le royaltes. La EBM non è solo stampante e rilegatrice ma di un vero e proprio bancomat della letteratura.
La versione 2.0 con supporto Xerox è stata presentata l'anno scorso alla London Book Fair ed è in grado di "sfornare" un libro di 320 pagine di qualità tascabile in appena quattro minuti, prezzo al lettore un eurocent per pagina più le royaltes. La OnDemandBooks ha inoltre annunciato la imminente uscita del Software SelfExpress che permetterà l'autonoma pubblicazione tramite EBM. Il costo del dispositivo è di 90.000 euro (l'azienda la concede anche in comodato d'uso). Si tratta di briciole se si considera la soppressione completa dei tradizionali passaggi intermediari che separano il libro finito dal lettore: niente più inventari, tipografie, costi di consegna e resi accumulati, e una semplificazione radicale dei costi e della logistica della vendita al dettaglio. Un esperimento simile di riduzione dei costi è rappresentato dal progetto "Zero Chilometri" messo in moto dalla Slow Food in Italia che affronta la crisi energetica cercando di far prevalere la qualità dei prodotto sulle vecchie logiche di mercato risparmiando sulla distribuzione e il trasporto.
Vi sono sedici EMB installate negli Stati Uniti, fra campus universitari e negozi di libri, sei in Canada, due in Africa ad Alessandria, nei locali della celebre Biblioteca Alessandrina, mentre due esemplari sono attesi quest'estate in Cina e negli Emirati Arabi. In Europa l'accoglienza più calorosa è stata quella inglese. Nella sola Londra se ne contano due esemplari, alla Newstend Library e alla Blackwell di Charing Cross Street. Quest'ultima ha annunciato che conta di dotare ciascuna delle sue sessanta sedi di una EBM. Un'altra sede è prevista in Olanda, nell'American Book Center.
La reazione italiana tarda a farsi sentire. Malgrado le enormi difficoltà che stanno attraversando sia il sistema universitario che quello editoriale, gli articoli riguardanti questo dispositivo rivoluzionario sono pochi, essenziali e mai accompagnati da riflessioni. Il paese che vanta e si vanta di poeti e artisti non sembra reagire alla rivoluzione che scuote il mondo dell'editoria e quando esprime pareri a riguardo lo fa con scetticismo, diffidenza e una enorme dose di superficialità. Per soppesare la scoraggiante posizione italiana si può leggere il discorso di apertura degli "Stati generali dell'Editoria" del 2008, pronunciato dal presidente dell'AIE Federico Motta, dove si parla di politica "il libro non è né di destra né di sinistra" si fa demagogia "bisogna promuovere i giovani" ma non viene fatto alcun accenno alle nuove tecnologie se non in termini sibillini, come se rappresentassero un nemico da temere e non un cavallo imbizzarrito da domare. Si calcola addirittura che per poter prendere le misure necessarie bisognerà aspettare che esauriscano i libri ancora in giacenza. Ma la parte più interessante riguarda l'appello in cui si lancia un "SOS per evitare che la logica dei tagli e delle economie all'osso sul fronte della cultura e sulla promozione disincentivi tutto ciò che si può fare anche nell'attuale difficile momento e per evitare che le innovazioni in cantiere naufraghino per mancanza di supporti coerenti". Come posizione assomiglia a quella di chi, sulla rotta di un tornado, si chiude in casa e prega che la tempesta non travolga anche lui.
Le paure degli editori sono comprensibili ma il loro immobilismo è inaccettabile. L'enorme apparato esistente, andrebbe ridimensionato, inevitabilmente scompariranno figure professionali e cambierà il profilo ben noto dell'industria editoriale. Ma nasceranno altre figure professionali, la distribuzione sarà semplificata e sarebbe un opportunità per promuovere la letteratura patria all'estero. Senza contare i vantaggi che deriverebbero per il settore universitario e di ricerca, strozzato dalla mancanza di denaro. In conclusione è più logico affrontare il problema e studiare la risoluzione senza scappatoie.
Il patrimonio letterario non è poi così diverso a quello genetico: la sopravvivenza degli individui è decretata dalla capacità di resistenza all'evoluzione, dove gli individui sono i libri e la resistenza è rappresentata dalla qualità dei contenuti. Basti pensare alle innumerevoli versioni della guerra di Troia e alle poche che sono note ai giorni nostri. La Espresso Book Machine potrebbe rappresentare il fattore X che determinerà lo sviluppo della letteratura nel futuro.
La carriera stessa di Jason Epstein dimostra che la letteratura deve affrontare il nuovo, mettersi alla prova e nel farlo trova i modi per proporsi al pubblico avantaggiandosi delle difficoltà, non subendole. Le sue rivoluzioni scandiscono le ere, formano le idee, arbitrano la storia. Senza una tempestiva reazione si rischia di fare la stessa fine di un gatto immobilizzato dai fari di una macchina in corsa, senza pagine che raccontino un finale tanto banale quanto ignobile.
 

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