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2001,
Numero 8

IL LIB/LAB

di Carlo Rosselli

Per molti sa ormai di vecchio e di stantio l'affermazione essere il socialismo il logico sviluppo del liberalismo, i socialisti gli eredi legittimi e necessari di quella funzione liberale che spettò nel secolo passato ai patrioti del Risorgimento. Nelle discussioni che da alcuni mesi a questa parte si svolgono nella stampa con una serietà ed una profondità veramente notevoli, si è in genere negata cotesta identità o cotesto rapporto di successione; anzi, più volte si è raffigurato il liberale come il concreto e nobile rappresentante della cavouriana teoria del juste milieu, posto al centro tra le due forze antagonistiche (la fascista e la socialista), che peccherebbero ambedue per spirito unilaterale, fazioso, dogmatico, e quindi illiberale. Si è detto replicatamente che tanto i socialisti quanto i fascisti non sono che l'espressione di due tendenze estreme, due faccie opposte di uno stesso prisma, lontane nel fine ma accomunate nei mezzi; entrambe porterebbero all'annullamento d'ogni libertà, affermerebbero i loro principi e postulati, in base ai quali combattono come verità assolute, come dogmi ai quali sarebbe delittuoso l'opporsi; si porrebbero così automaticamente fuori di que...