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Storia di venti anni

Rassegna Online - 2013-01-15
Rivista storica del socialismo fondata da Filippo Turati. Alto patronato del Presidente della Repubblica nel 120° anniversario (1891-2011)

 
ARCHIVIO STORICO
La Collezione dal 1891 al 1926
LA RIVISTA
I numeri pubblicati
 

Un'antologia di documenti, analisi e denunce
LA CRITICA SOCIALE E LA SECONDA REPUBBLICA

copertina critica socialeCon la pubblicazione del primo numero dell'antologia "Storia di vent anni", una serie di  contributi monografici sulle vicende della Seconda Repubblica, la Critica Sociale inaugura l'edizione online della rivista.
La scelta non è casuale perchè le elezioni del 24 e 25 febbraio segneranno la fine formale di una fase storica che, nata nel 1992 per sanare i vizi e le carenze della Prima Repubblica, è naufragata nel fallimento della politica e nella delega in bianco ai tecnici. Un bilancio magro, soprattutto se paragonato ai presupposti palingenetici e moralisti che oltre vent'anni fa avevano salutato il crollo del vecchio regime dei partiti e l'affermarsi di nuovi (?) attori, incaricati di traghettare l'Italia verso un futuro radioso.
Ora che è possibile misurare a pieno la disillusione, lo sconcerto popolare si rivolge contro i protagonisti della mancata rivoluzione, minacciati dal populismo e apparentemente incapaci di ogni slancio riformista.
In quest’ottica, ci è sembrato quanto mai opportuno dedicare sei numeri monografici alla storia dell'ultimo ventennio, interpretata secondo il punto di osservazione della Critica Sociale. Un'antologia di documenti, di analisi e di denunce mai ascoltate. Ma che suonano oggi profetiche.

Il sacco all'Italia
VINCOLI EUROPEI, MANOVRE RECESSIVE E PRIVATIZZAZIONI
Antonio Venier

Il nostro paese è stato sottoposto dal 1992 in poi ad un complesso di importanti operazioni politiche ed economiche sia “interne” che “esterne”. Intendendo con le prime quelle implicanti forze agenti ed obiettivi specificamente italiani, e con le seconde invece quelle aventi obiettivi conformi ad interessi non nazionali, e prevalentemente agenti attraverso le istituzioni “europee” (Commissione di Bruxelles, trattato di Maastricht, ed anche Bundesbank). Che gli obbiettivi delle forze esterne siano- e siano sempre stati in passato- difformi dai nostri interessi nazionali, è cosa ben naturale e del tutto prevedibile. Anche gli obiettivi delle forze interne non erano, e non sono tuttora, in accordo con gli interessi nazionali dell’Italia, né sul breve termine né sul lungo. 

Un falso storico duro a morire
L'ESPLOSIONE DEL DEBITO PUBBLICO
Nicola Scalzini

Non si riesce a capire dove si siano sorte le informazioni che permettono da anni di affermare che Craxi “lasciò un debito pubblico raddoppiato”. Sotto la sua guida il debito - secondo la vulgata - sarebbe infatti passato dal 60% al 120% del PIL. Intanto è bene subito precisare che quando ebbe inizio il Governo Craxi il debito pubblico aveva superato di poco il 70% del PIL e raggiungerà i 120 punti solo nel 94 (Governo Ciampi) a ridosso di una grave crisi economica, ben sei governi dopo quello di Craxi (Fanfani, Goria, De Mita, Andreotti, Amato, Ciampi). Certo, quando De Mita dette il benservito a Craxi (marzo ’87) il rapporto debito/PIL era prossimo al 90%, nonostante che nel triennio la spesa fosse stata mantenuta stabile in rapporto al PIL e il fabbisogno del tesoro ridotto di 3 punti. Un grande sforzo se si considera che nel quadriennio precedente la spesa era triplicata in volume e aveva guadagnato ben 8 punti rispetto al PIL. 

 
 

L'economia necessita di aiuti e controlli
"LO STATO NON SI ASSENTI"
Bettino Craxi
Il mondo dei blocchi, delle divisioni frontali, del rischio nucleare sta alle nostre spalle. Il grande incubo è finito ma non per questo possiamo affermare di essere entrati in un’era felice. Il crollo del comunismo ha lasciato una disastrosa eredità in una grande parte del mondo. Molti dolorosi conflitti locali aspettano soluzioni che tardano a venire. Le diseguaglianze tra ricchi e poveri rimangono sempre molto grandi, nuovi problemi sociali di dimensioni inquietanti affiorano ora proprio nel cuore delle società più avanzate. L’economia mondiale è tornata ad essere una grande malata. Le previsioni più attendibili sono negative e preoccupano.
 

Venti anni fa nasceva nella violenza l’Italia di oggi
DAL NUOVO ORDINE MONDIALE AI PICCOLI "CACICCHI" NAZIONALI
Critica Sociale

La legislatura che esce dalle elezioni del 1992, inizia con bombe ed attentati. Il primo attentato provocò una strage. Fu un’operazione quasi militare. Mentre il parlamento appena eletto, votazione su votazione, arrancava alla ricerca di un’intesa per la nomina del capo dello Stato venivano assassinati Falcone ed i suoi. Dopo di lui sarà la volta del giudice Borsellino. Iniziava così, tragicamente, una legislatura destinata ad avere breve vita. Sarebbe crollata sotto i colpi portati al sistema politico di governo, con una intensità crescente, da una “rivoluzione” definita pacifica. Un’offensiva organizzata, ben sostenuta e caratterizzata dal ricorso ad un uso violento e ben discriminato del potere giudiziario, accompagnato ed esaltato dalla violenza scandalistica e polemica che invadeva gli organi di informazione, e molto spesso senz’alcun argine di prudenza e di rispetto dei diritti dei cittadini.    






Direttore Responsabile: Stefano Carluccio.
Registrazione Tribunale di Milano numero 617 del 26 novembre 1994
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