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Il nuovo libro di Giulio Tremonti

Rassegna Online - 2014-03-25
Rivista storica del socialismo fondata da Filippo Turati. Alto patronato del Presidente della Repubblica nel 120° anniversario (1891-2011)

 
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Da questa settimana in libreria edito dalla Mondadori il pamphlet sui risvolti della crisi dell'estate 2011. E come vi si è arrivati
TREMONTI: "BUGIE E VERITA' LE RAGIONI DEI POPOLI"

 

E’ in uscita  questa settimana il nuovo libro di Giulio Tremonti “Bugie e Verità - Le ragioni dei Popoli” edito dalla Mondadori.

Pubblichiamo un’anticipazione nel saggio introduttivo scritto dallo stesso Autore per un pamphlet che rivela, dopo lanalisi contenuta in Uscita di Sicurezza sul predominio della Finanza rispetto agli Stati, i fatti e i misfatti verificatisi alla vigilia e successivamente allesplosione della crisi dell’estate 2011.

CLICCARE SUL TITOLO PER SCARICARE IL PDF DEL TESTO INTEGRALE

Di seguito alcune citazioni tratte dalla Introduzione che pubblichiamo all'interno.

 

di Giulio Tremonti

“Quali sono e dove sono dunque le forze economiche e politiche, interne ed esterne interessate, più che a farci uscire, a tenerci dentro?

Nei due casi, tanto nel caso “out” quanto nel caso “in”, quel che è comunque sicuro è che non si possono fare i conti senza l’oste.

Nei due casi – “out” o “in” – è bene sapere che non basta avere ragione, perché quella dell’euro è una partita che non si gioca tanto sul campo del diritto, quanto e soprattutto sul campo della forza.

Come è nelle parole del nostro “Inno” c’è stato un tempo in cui gli italiani sono stati “calpesti e derisi”.

Calpesti e derisi: un tempo simile è tornato o sta tornando.

Qualcuno ancora ricorderà, al principio dell’agosto 2011, l’autoprofezia di Monti sulla “chiamata del podestà forestiero”.

Fu proprio in questo modo che allora e di colpo siamo tornati al ‘500, quando “si chiamava in aiuto lo straniero”, quando si pensava “Franza o Spagna purchè se magna”.

Il colpo di manovella fu girato proprio allora, con l’“illuminata” costruzione di una falsa catastrofe che di colpo avrebbe dovuto abbattersi sul nostro paese.

Una falsa catastrofe perché, per essere chiari, ed oggi è chiaro, allora non sono state la Germania e la Francia, con altri, a salvare lItalia. Ma, allopposto, con altri è stata lItalia a salvare le troppo esposte banche tedesche e francesi.

Più in generale, come vedremo, allora a rischio non era l’Italia, ma l’euro nel suo insieme. E certo non per colpa dell’Italia".

******

"Le nostre “élites”, da mesi e mesi piazzate nell’anticamera del peggio, dove finalmente potevano come bambini giocare a monopoli con il “capitalismo” e con la “democrazia”.

Un monopoli giocato in forma a volte cinica, a volta infantile, mescolando la politica estera con la politica economica, considerando il “vincolo esterno” non come un modo per fare politica, ma addirittura come un mezzo sostitutivo della politica, cercando di compensare la propria debolezza con la forza dello straniero.

Tanto poi il tremendo conto dell’esperimento, i connessi costi economici e sociali, politici e morali, l’avrebbero pagato e lo stanno ancora pagando l’Italia e gli italiani!

Il debito pubblico che doveva scendere è salito. Il prodotto interno lordo che doveva salire è sceso. E non solo per cause materiali. Anche per i devastanti errori politici fatti dal governo “tecnico” e proseguiti nel suo “sequitur”.

Nel dopoguerra non c’erano i soldi, ma c’era la vita. Oggi in Italia è l’opposto: non si compra, non si assume, non si investe.

Una volta a fianco dei costi c’erano anche i ricavi, oggi ci sono solo i costi.

Una volta si falliva per i debiti, oggi si fallisce anche per i crediti, perché il denaro fatto per circolare per difficoltà oggettive o per paure soggettive non circola.  I consumi scendono, ma le bollette e le tariffe salgono".

*********

"Nel novembre del 2011 avrebbero dovuto e potuto non intrigare, ma mandarci a votare, come del resto si fa dappertutto in Europa. I nostri problemi dovevamo e potevamo infatti provare a risolverli da soli, senza inventarne di falsi e comunque senza amplificarli.

Come invece è stato ed è ancora, ad opera dell’internazionale della bugia e dei suoi tecnici di cartone.

E’ così che si arriva al secondo obiettivo del libro, che è poi quello di misurare sulla scala della forza, e dopo tutto questo, l’effettivo attuale grado di tenuta e di resistenza del nostro paese.

Il ‘500, il ‘600 dicono poco, sono troppo lontani? La storia non si ripete del resto mai per identità perfette. Attualizzando un po’, si potrebbe notare che nel momento presente la realtà civile e politica dell’Italia ci si presenta simile a quella tipica della repubblica di Weimar: a partire dalla caduta verso il basso del ceto medio, per arrivare alla disgregazione delle istituzioni.

Caduta. Una caduta che non è frenata, ma anzi accelerata proprio dall’incapacità o dall’impotenza dei governi di nuovo tipo che dell’attuale andamento sono stati o sono, alternativamente, la causa o l’effetto". 

********

"Disgregazione: oggi il “controvoto”, fatto sopra da un’astensione tanto massiccia quanto ostile e sotto da una protesta assolutista, supera e stringe come in una morsa il normale voto “governativo”.

Un voto questo che è, o si vorrebbe poi sua volta bipolarmente diviso e contrapposto.

Una nuova e diversa legge elettorale è certo necessaria, ma non è da sola sufficiente. Non c’è infatti una legge elettorale che sia da sola capace di produrre effetti magici.

Se per esempio hai il 40% dei voti espressi, ma con un’astensione pari a sua volta più o meno al 40%, allora vuol dire che hai solo il 24% degli italiani!

Vuol dire che così hai con te più o meno solo 2 italiani su 10, avendo gli altri 8 variamente ed aggressivamente contro.

In questi termini forse vinci le elezioni, ma non vinci il governo. E di riflesso la tua effettiva “duration”, come governo, non supera quella di uno yomo.

Ed in questo contesto un effetto-premio di maggioranza “garantito” dalla legge elettorale, da solo non basta. Perché? Perché i grandi problemi non si risolvono con i piccoli numeri!"

*******

"Nella “Montagna incantata” il gesuita Naphta racconta la crisi che si manifesta nel sistema del pensiero, quando si passa da Tolomeo a Copernico, quando tutto comincia a ruotare, da un sistema chiuso e predeterminato ad un sistema diverso ed aperto: non il sole che ruota intorno alla terra, ma la terra che ruota intorno al sole.

Qualcosa di simile è nel frattempo successo proprio nel rapporto tra l’Italia e il resto del mondo.

Che lo si voglia o no, che ci vada bene o no, ma in questi ultimi venti anni, quanti sono gli anni che vanno dal 1994 ad oggi, un mondo nuovo ha preso il posto di quello vecchio. Un’Europa “politica” si è sovrapposta alla vecchia Europa economica. Dopo tante terribili “riforme”, dopo tanti logorii e scricchiolii, il nostro sistema amministrativo e la nostra Costituzione hanno davvero cominciato a cedere.

Non possiamo fare finta di niente, non possiamo illuderci che sia ancora tutto come prima".

 **********

"C’è stato, e c’è stato proprio nella fase costitutiva e decisiva della seconda repubblica e cioè al suo principio, negli “anni ’90”, c’è stato allora un decennio che per il nostro paese è stato tanto decisivo quanto negativo, un intero decennio che è stato integralmente dominato dalla sinistra.

E’ stato infatti proprio qui, proprio durante questo decennio, che a seguito di riforme devastanti e di errori enormi fatti dalla sinistra hanno avuto origine e sviluppo le principali negative dinamiche che oggi stanno portando l’Italia allo sprofondo della sua crisi.

Ciò è stato in particolare con i governi Prodi, D’Alema e successivi.

          Questi, con una serie micidiale di quattro leggi, hanno decostruito, privatizzato   e   mercatizzato e perciò raddoppiato loStato per arrivare infine al folle cumulo del     decentramento con il federalismo del nuovo “Titolo V” della Costituzione. 

E poi ancora una serie di devastanti errori storici. La forzatura sui tempi e sui modi dell’ingresso dell’Italia nell’euro, fino alla “costituzionalizzazione” dell’Europa, introdotta nella nostra Costituzione, così da mettere tutte le regole europee sempre e comunque sopra il resto della nostra Costituzione.

In specie, quel che si vuol dire in questo libro è che siamo entrati nella crisi mondiale essendo già in crisi in Italia! La crisi mondiale si è solo aggiunta alla nostra crisi nazionale.

Qui non si vuole sostenere che le colpe sono state solo della sinistra. Ma seriamente si respinge lidea opposta, che le colpe sono state solo del centrodestra".










 
 





 











Direttore: Ugo Finetti. Direttore Responsabile: Stefano Carluccio.
Registrazione Tribunale di Milano numero 617 del 26 novembre 1994
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