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In questo numero: Navi da guerra davanti alle banche - Numero del 2013-03-20



Parla uno dei leader di "Alternative für Deutschland"
INTERVISTA A KONRAD ADAM

 

Wiwo: I nuovi partiti in Germania da tempo vengono considerati senza grandi possibilità di successo, soprattutto se cercano di fare concorrenza alla CDU-CSU. Con “Alternative für Deutschland” Lei e i suoi colleghi tuttavia ci state provando. Perché?

Konrad Adam: Per noi è stata decisiva l'impressione che con gli Eurosalvataggi si fosse superato un limite che non doveva essere superato, senza chiedere il parere dei cittadini. A tale proposito ci affidiamo a quanto detto dalla Corte Costituzionale sul tema. Si sta decidendo su un argomento di grande importanza, e su questo siamo d'accordo con la Cancelliera. Tuttavia, in Parlamento non è ancora rappresentato un sentimento di scetticismo così diffuso. Tutti i partiti su questo argomento hanno la stessa posizione: siamo per i salvataggi. E questo lo troviamo sbagliato.

C'è stata una causa scatenante che vi ha portato a questa decisione?

Sì, è stata la deliberata e pianificata violazione del Trattato di Maastricht. I criteri nel corso del tempo sono stati ignorati da tutti i firmatari. Non si può certo dire dall'oggi al domani all'elettore: "Pesce di aprile, le vecchie regole non valgono più, da oggi ce ne sono di nuove che ci siamo dati fra di noi, senza chiedere la vostra opinione"; è un modo di procedere inaudito e senza precedenti. Se non vogliamo che questa violazione diventi la prassi a livello internazionale, dobbiamo agire ora.

Da chi è partita l'iniziativa per il vostro movimento?

Ci sono stati diversi contatti, tuttora attivi. Durante l'ultimo anno il livello di rischio è salito. E questo ci ha portato a una conclusione: nonostante tutte le difficoltà, su cui non ci facciamo alcuna illusione, è necessario osare. Sono uno di quelli che già da tempo sbatteva i piedi per terra. L'iniziativa è partita prima di tutto da Bernd Lucke, con il quale abbiamo lavorato molto, ma anche dal mio vecchio amico Alexander Gauland (ex sottosegretario del Primo Ministro democristiano dell'Assia, ndr). E molti altri hanno dato il loro contributo. C'è inoltre un gran numero di persone che considerano la nostra causa giusta, ma che per diverse ragioni si rifiutano di entrare in un partito formale.

Sarete presenti alle elezioni federali del settembre 2013?

L'abbiamo in programma e faremo il possibile per superare gli ostacoli. Facciamo naturalmente i conti con la resistenza dei partiti politici concorrenti.

Svilupperete un programma politico che si occupa anche di altre questioni europee problematiche?

Sicuramente. Non vogliamo restare un partito con un solo tema. La nostra priorità è la preoccupazione per la moneta -  e per me personalmente ancora più importante - la preoccupazione per il futuro della democrazia. Se il cittadino va a votare, vuole avere anche una scelta. Al momento per i motivi sopra menzionati non ce l'ha.

Dove vi posizionate nello spettro politico?

Io credo che la suddivisione fra destra, sinistra e centro non possa più spiegare molto. A causa dell'azione della Cancelliera queste parole sono diventate così sfumate che ormai ci dicono poco. Abbiamo consapevolmente rinunciato al nome "Centro civile" e scelto al suo posto “Alternative”. Al centro sono in molti ad affollarsi.

In passato “Alternative” era una parola per la sinistra e i movimenti ecologisti.

Personalmente, poiché mi considero un liberale-conservatore, da sempre ho una grande simpatia per le tematiche ambientali dei Verdi. Non riesco ancora a capire perché Helmut Kohl abbia escluso questo tema.

Vuole diventare segretario del partito?

No

Sarete in grado di inserire nel partito nuove strutture, diverse da quelle dei partiti tradizionali?

Su questo ancora non abbiamo deciso. Naturalmente abbiamo bisogno di un'organizzazione e senza un minimo di gerarchia non riusciremo a sopravvivere. Fino ad ora la nostra struttura preliminare è stata volutamente piatta. Abbiamo 3 portavoce, Bernd Lucke, Dagmar Metzger e il sottoscritto, a questi si aggiungono 3 membri di una commissione etica. Io credo che dovremmo mantenere un'organizzazione piatta e consapevolmente democratica anche in futuro.

Uno dei vostri sostenitori, Hans Olaf Henkel, è legato anche ai "Freie Wähler" (un altro movimento tedesco contro l’euro, ndr). Pensa ad alleanze elettorali o a collaborazioni simili con i Freie Wähler?

Non si può escludere. Alle elezioni regionali in Niedersachsen abbiamo corso con i Freie Wähler perché sapevamo quanto difficile fosse la fondazione di un nuovo partito. Il risultato è stato deludente e l'esperienza ambivalente. I Freie Wähler sono giustamente felici per le loro radici comunali. Dicono però: ci interessiamo per la palestra locale, restiamo fuori dai temi di Berlino e di Bruxelles. E' una posizione legittima, ma difficilmente conciliabile con i nostri temi. Se i Freie Wähler  sull'argomento non si mostreranno aperti, vedo grandi difficoltà per una ulteriore forma di collaborazione.

I Freie Wähler sotto la guida di Hubert Aiwangers hanno fondato un'associazione federale.

Adesso avrà il compito di convincere i circoli locali dei Freie Wähler di quanto siano importanti i grandi temi. Non saranno decisivi il livello comunale e quello regionale, piuttosto il livello federale e sempre più quello europeo.

I Freie Wähler e i "Pirati" sono cresciuti dal basso, il vostro partito invece nasce dall'alto. Una formazione fondata da professori di fama, giornalisti e alti funzionari.

Siamo solo all'inizio. Ma non siamo certo un partito nato dall'alto. Io sono pensionato

Ma come giornalista non certo sconosciuto

Abbiamo una piccola imprenditrice di Lipsia, varie persone dal settore IT che hanno appena aperto la loro attività. C'è una certa sovrarappresentazione dei professori di economia, ma è dovuto al tema trattato. Per ottenere l'attenzione delle masse, cercheremo di avere una militanza più ampia e rappresentativa. Abbiamo gettato una rete molto ampia. (Traduzione a cura di "Voci dalla Germania")