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2012,
Numero 7

Il debito pubblico esplose. Sei governi dopo Craxi

Un falso storico duro a morire
di Nicola Scalzini

Non si riesce a capire dove si siano sorte le informazioni che permettono da anni di affermare che Craxi “lasciò un debito pubblico raddoppiato”. Sotto la sua guida il debito - secondo la vulgata - sarebbe infatti passato dal 60% al 120% del PIL. Intanto vorrei subito precisare che quando ebbe inizio il Governo Craxi il debito pubblico aveva superato di poco il 70% del PIL e raggiungerà i 120 punti solo nel 94 (Governo Ciampi) a ridosso di una grave crisi economica, ben sei governi dopo quello di Craxi (Fanfani, Goria, De Mita, Andreotti, Amato, Ciampi).
Certo, quando De Mita dette il benservito a Craxi (marzo '87) il rapporto debito/PIL era prossimo al 90%, nonostante che nel triennio la spesa fosse stata mantenuta stabile in rapporto al PIL e il fabbisogno del tesoro ridotto di 3 punti.
Un grande sforzo se si considera che nel quadriennio precedente la spesa era triplicata in volume e aveva guadagnato ben 8 punti rispetto al PIL.
Si trattava quindi di salire su un auto in corsa verso il precipizio e rallentarne l'andatura, cosa che venne fatta con la finanziaria per l'84 con un'operazione di ampio respiro, soprattutto nella spesa sociale. In tale situazione due c...