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Le sfide che attendono Obama
6/DECIFRARE LA “RUSSIA SPA”

Con il volgere del 2008 il trend positivo della Russia ha cominciato ad incrinarsi, minacciando il potenziale contributo di Mosca all’economia globale

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Clifford G. Gaddy

Per oltre otto anni, la Russia ha beneficiato del boom globale dei beni come nessun altro paese al mondo. La prudente gestione delle risorse di gas e petrolio ha portato ad ampi surplus fiscali e finanziari. All'interno, il welfare e la ricchezza pubblica e privata sono cresciuti sensibilmente. A livello internazionale, la Russia si è imposta come un importante mercato per i beni di investimento e di consumo. Tuttavia, con il volgere del 2008, il bilancio per la Russia ha cominciato ad incrinarsi. La crescita dei profitti di gas e petrolio rallenta e si contrae. Il mercato azionario paga la contemporanea riduzione del prezzo del petrolio e del sistema globale del credito. La crisi geopolitica seguita all'invasione russa della Georgia, ai primi di agosto 2008, ha spinto a chiedere l'esclusione della Russia dall'economia globale. Questi trend minacciano il potenziale contributo della Russia all'economia globale.

IL CONTESTO GLOBALE
A diciassette anni dalla transizione dall'economia pianificata al libero mercato, la Russia presenta un quadro contrastante. Dopo gli Usa, è il paese con il più alto numero di miliardari nella classifica di Forbes. Allo stesso tempo, la struttura della sua economia continua a risentire della pesante eredità del passato sovietico.
La struttura produttiva – il tipo e la dimensione delle sue fabbriche e l'ubicazione di intere città – è, se vista dal punto di vista del mercato, profondamente innaturale. E diverso è anche il suo modello gestionale: un insieme di aziende private poste sotto l'attento controllo di un circolo chiuso, ristretto alla leadership politica del paese.È opportuno definire l'economia russa “Russia, Spa.”Come mercato potenziale, come fornitore di energia e importante potenza finanziaria, la Russia occupa oggi una posizione di tutto rispetto nell'economia globale.Otto anni di crescita del PIL a livelli superiori al 7% hanno reso i 140 milioni di consumatori russi – la cui domanda risente ancora delle restrizioni dell'era comunista – uno dei mercati più attrattivi del mondo.Quale più grande produttore di petrolio e gas naturale, la Russia gioca un ruolo cruciale per la sicurezza energetica globale. La Russia, infine, ha in mano la terza più grande riserva di valuta straniera del mondo.

LA SFIDA
Il compito del prossimo presidente e dei policymakers Usa è di fare in modo che la Russia possa realizzare il suo potenziale nel mercato, continuare ad alimentare l'economia globale con il suo gas e il suo petrolio e mantenere il proprio impegno per l'integrazione economica globale.
Il che, all'indomani della crisi finanziaria globale e delle tensioni geopolitiche scaturite dall'invasione della Georgia, diventa sempre più difficile. La sfida per gli Usa ha diverse dimensioni:
Il mercato: la quota degli Usa nel mercato russo è sempre stata contenuta. Il potenziale di crescita è ampio, ma le imprese che operano in Russia affrontano un clima difficile, permeato di corruzione e sovra-regolamentazione.
Le forniture energetiche: la forte crescita della produzione di petrolio russa è stata, nell'ultimo decennio, un importante fattore di moderazione del prezzo a livello globale. L'attuale declino della Russia è dunque motivo di preoccupazione per i consumatori in tutto il mondo. Il petrolio russo costa caro; qualunque investimento nel settore pone alti rischi perché dipendente dall'alta volatilità del prezzo. È probabile che la Russia continui a sotto-investire, almeno che l'Occidente non le dia una mano a risolvere il problema fondamentale: il rischio elevato.
La finanza: dopo Cina e Giappone, la Russia ha il più grande portafoglio di asset pubblici occidentali, in gran parte statunitensi. Queste massicce riserve indicano un trasferimento di ricchezza dai consumatori occidentali ai tesori dello stato russo. L'America sarebbe più ricca se quei fondi venissero riciclati nella sua economia sotto forma di investimenti in equity.
La geopolitica: per punire la Russia dell'invasione della Georgia, nell'agosto 2008, alcuni politici occidentali hanno proposto il ricorso alla leva economica, come il blocco dell'ingresso della Russia al WTO o una restrizione dei flussi commerciali e di investimento. Un tale approccio sarebbe un danno per l'intero sistema globale.

L'OPPORTUNITA' DELL'AMERICA
L'economia russa opera secondo un modello che rimane peculiarmente diverso da quello di altri paesi leader. Non è solo interesse della Russia, ma anche nostro interesse, che la sua economia si sviluppi nel senso del sistema internazionale. Il modo più concreto per raggiungere questo obbiettivo è favorire una maggiore integrazione della Russia nell'economia globale.
Non si pensi neanche a influenzare direttamente la politica economica russa. Negli Anni 90, non sono certo mancati piani di intervento americani e programmi di riforma dell'economia russa. In tal senso, si dovrebbe:
Favorire il pieno coinvolgimento della Russia nell'economia globale: per dimostrare la serietà del proprio supporto ad un ruolo primario della Russia nell'economia globale, gli Usa dovrebbero ripescare l'Emendamento Jackson-Vanik, una vecchia norma dei tempi della Guerra Fredda che impedisce di avviare un rapporto commerciale privilegiato con quei paesi con economie non di mercato che limitano la libertà di espatrio dei propri cittadini.
Insistere perché la Russia rispetti le regole del gioco: così come incoraggiano la Russia ad integrarsi nell'economia globale, gli Usa devono insistere perché la Russia giochi secondo le regole. Ma gli Usa devono applicare scrupolosamente quelle regole e con equità, non in maniera discriminatoria, come un'arma politica.
Promuovere investimenti americani e scambi commerciali con la Russia: il governo Usa dovrebbe incoraggiare con decisione le imprese americane ad investire e vendere in Russia, nonostante le attuali difficoltà dell'ambiente imprenditoriale. Ma gli Usa devono dimostrare chiaramente che non è il governo che potrà cambiare quel clima. La responsabilità è interamente delle imprese.
Raggiungere un accordo serio con la Russia sulla questione energetica: una materia, questa, alla quale la leadership Usa deve dedicare la massima attenzione. È illusorio pensare che i russi avranno la necessità di rivolgersi al mondo per chiedere aiuto semplicemente perché la loro produzione di petrolio e di gas è in stagnazione o declino. Il vero pericolo è che il costo e il rischio degli investimenti nel settore energetico spinga la Russia a rinviare le decisioni critiche troppo di là nel tempo. L'amministrazione Usa deve cooperare con i russi e gli europei per trovare dei sistemi di partecipazione al rischio. La diffidenza politica non fa che aumentare il margine di rischio per l'Occidente. La nuova amministrazione Usa deve resistere alla tentazione di usare l'integrazione nell'economia globale come la carota che può trasformarsi in bastone – questo smentirebbe le stesse premesse del rafforzamento della dipendenza economica reciproche per il benessere e la sicurezza. Ed altrettanto controproducente sarebbe cercare di far pagare il prezzo della politica russa, con il blocco dell'ingresso nel WTO, l'espulsione dal G8 o la limitazione degli investimenti e dei flussi commerciali con l'Occidente. Sarebbe più nocivo per l'America che per la Russia, e rischierebbe di far trovare agli Usa una Russia ancora più difficile da gestire. L'Occidente ha due possibilità: imbarcare la Russia o tenerla a terra. Se sarà spinta, e tenuta, fuori, non ci saranno chance: la minore interazione con il mondo esterno non porterà nulla di buono in casa.






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